Ci sono momenti in cui anche l’Ordine degli Architetti smette di sembrare un fortino autoreferenziale e diventa un campo di battaglia dove si prova a cambiare davvero qualcosa. Uno di quei momenti, nel suo piccolo epocale, è stata la campagna elettorale della lista “Architettiamoci per Milano“. Un gruppo di professionistə, progettisti, docenti e visionari che non si sono limitatə a lamentarsi ai convegni, ma hanno deciso di candidarsi per riportare l’Ordine degli Architetti di Milano sulla mappa del futuro.

Una lista di architetti per l’innovazione e la rappresentanza reale
“Architettiamoci per Milano” non era la solita lista civetta né il restyling di cordate storiche. Era una lista nata dal basso, da chi in studio ci lavora davvero, da chi insegna, progetta, fa concorsi, si scontra con i bandi, con la burocrazia, con la fatica di far quadrare tutto in una professione bellissima ma spesso senza tutela.
L’idea era semplice: usare le elezioni per lanciare un messaggio forte. Che l’Ordine professionale non può essere un parcheggio per carriere opache o un club esclusivo. Ma deve tornare a essere uno strumento vivo, utile, accessibile e politicamente consapevole.
Parole chiave: rappresentanza, partecipazione, futuro
Durante la campagna elettorale, si è parlato di tutto quello che spesso resta fuori dalle assemblee: diritti dei giovani professionisti, inclusività, digitalizzazione dei servizi, trasparenza, formazione vera, apertura alle nuove forme di architettura. Si è parlato anche di comunicazione, di come l’Ordine debba saper parlare in modo chiaro e attuale. E ovviamente, di partecipazione attiva, perché un ente di rappresentanza ha senso solo se chi rappresenta partecipa davvero.

Votare per cambiare: una campagna contro il silenzio
L’affluenza storicamente bassa alle elezioni ordinistiche è sintomo di sfiducia. Ma è proprio per questo che la campagna di “Architettiamoci per Milano” ha puntato tutto sulla mobilitazione consapevole: newsletter, interviste, social, incontri in presenza e online. Nessuna promessa fumosa, ma idee concrete, volti nuovi, competenze reali.
Tra i candidati e le candidate: Caterina Parrello, Francesca De Tisi, Laura Galli, Alessandro Sassi, Paola Bettoni, Angelo Errico, Sara Brugiotti, Ettore Brusatori, Edmondo Jonghi Lavarini. Nomi diversi, esperienze variegate, ma un unico obiettivo: riportare l’Ordine degli Architetti PPC di Milano a parlare di architettura. Quella viva, quotidiana, concreta.
Storytelling e strategia: un ufficio stampa fuori dagli schemi
La comunicazione della lista è stata curata da me, Nath Bonnì, con il tono irriverente che conoscete: zero fuffa, molta sostanza, tanto ascolto. L’obiettivo era rendere la campagna leggibile anche per chi ha poco tempo e molte disillusioni. I contenuti? Interviste, mini video, grafiche social, FAQ elettorali. Tutto pensato per coinvolgere, spiegare, raccontare.

Elezioni 2017: cosa possiamo imparare da quella campagna?
Oggi, con un nuovo ciclo elettorale all’orizzonte, possiamo riprendere quell’esperienza come base per fare meglio. Serve ancora una volta una lista che sappia unire competenza tecnica e visione politica, che creda nel cambiamento ma lo sappia anche progettare. Che coinvolga giovani architetti, professionisti del digitale, esperti di sostenibilità, voci critiche e immaginari alternativi.
Se sei stancə di vedere sempre gli stessi nomi, forse è il momento di candidarti. O almeno di votare con cognizione.
Perché ogni voto conta davvero
In un contesto di quorum ballerini e turni elettorali da codice fiscale, ogni singolo voto può fare la differenza. Partecipare alle elezioni dell’Ordine degli Architetti non è un gesto simbolico: è un atto politico e professionale. Votare è decidere chi avrà il potere di rappresentarti, proporre riforme, difendere la categoria.
E se non lo fai tu, lo farà qualcun altro. Magari quello che pensi non ti rappresenti. Quindi sì: stavolta vota. Vota con la testa, con il cuore e con la voglia di vedere un’architettura che cambia non solo fuori, ma anche dentro i suoi stessi organi di governo.
Le interviste ad alcuni candidati…
Caterina Parrello
Francesca De Tisi
Laura Galli
Edmondo Jonghi Lavarini
Alessandro Sassi
Ettore Brusatori
Paola Bettoni
Angelo Errico
Sara Brugiotti (Sez. B)


intervista a cura di Irriverender Architetto Bonnì,
Ufficio Stampa e Social Media Manager per la lista “Architettiamoci per Milano”





