Da violinista a docente di fisica e influencer: intervista al prof. Vincenzo Schettini

Come docente di Tecnologia, che comprende anche le prime nozioni di fisica, non potevo fare a meno di intervistare Prof. Vincenzo Schettini, docente di fisica, comunicatore, influencer (non so se si definirebbe così), autore di un libro fantastico, ma anche poliedrico: violinista, oltre che professore.

Nelle risposte racconta di come, quasi inaspettatamente, è iniziato il suo successo, e il suo libro. E adesso ascoltiamo direttamente le sue parole.

Vincenzo Schettini la fisica che ci piace
foto inviata dall’autore

Ciao, dicci di te, cosa hai studiato? che passioni hai? hai sempre fatto l’insegnante o prima facevi altro?

Ciao a voi! Ho studiato violino ed ho studiato anche fisica e didattica della musica con direzione corale. Nella prima parte della mia vita lavorativa ho lavorato molto nel mondo della musica poi ho deciso anche di fare l’insegnante.

La fisica non è esattamente una materia amata dagli studenti…perché, secondo te, è una materia con questa cattiva “fama”?

Perché viene sempre spiegato in maniera complicata, mai fatta passare attraverso la realtà, si punta sempre alle formule e si punta poco ai concetti semplici che sono alla base di questa materia meravigliosa.

Cosa ti ha spinto a produrre del materiale che rendesse la fisica “commestibile”, che la facesse percepire come utile, e che la rendesse addirittura “divertente”?

Sono stato stimolato dal fatto che in classe quando facevo lezione i miei studenti si appassionavano al mio stile e al mio modo di spiegare, sembrava che stessero guardando un film. Quello mi ha ispirato nel portare contenuti online

A volte, quando uno studente dice che non ha mai avuto passione per una materia, a causa dell’insegnante che ha avuto prima di te, viene voglia di attaccarli e giudicarli, ma in realtà magari avevano solo un altro metodo, che ne pensi?

Diciamo che non è giusto attaccare in generale. I metodi sono diversi ed ognuno deve essere personale, anche i docenti classici avevano i loro punti di forza che magari ora non lo sono più…

Il mondo della scuola, a volte tecno-fobo, e socialweb-ofobo, ha pregiudizi verso i docenti influencer? e, se si, perché?

Non credo ci siano pregiudizi verso chi ha uno stile simile al mio. Piuttosto si prova curiosità oppure lo si ignora perché lo si vede come uno stile completamente diverso ma io avverto più la curiosità piuttosto che il pregiudizio.

Come è nato il tuo progetto sul web, come è diventato virale, e come infine è diventato un libro?

È nato nel momento in cui ho deciso per la prima volta di filmare una lezione in classe; è diventato virale perché studenti e professori hanno cominciato a spargere la voce specie nel periodo della pandemia. Il libro è venuto fuori quando ho capito che idea avrei potuto sviluppare e come raccontare tutto attraverso la carta in uno stile completamente diverso ma sempre personale.

Ti aspettavi tutta questa fama all’improvviso?

Sinceramente no, soprattutto da parte di chi non studia. Sono diventato celebre non solo tra gli studenti ma anche tra la gente comune e questa è la cosa che mi stupisce di più

Chi sono i destinatari del libro? Docenti alle prime armi, alunni, genitori, adulti che portano nel cuore un dis-amore per la materia?

I destinatari del libro sono le persone comuni, ho pensato subito a loro ed ho pensato di raggiungere il cuore di tutti, non solo di docenti scuole e studenti

Alunni non italiani, alunni non conformi riguardo al genere, alunni neurodiversi: come proporre un’inclusione che sia vera?

Cercando di comprendere chi si ha davvero di fronte: l’inclusione non è un concetto generale ma è un concetto da applicare alle classi che hai davanti a te. Ognuno deve creare un tipo di inclusione “su misura”.

Cosa consigli a chi si appresta ad iniziare la carriera di docente, magari provenendo dal mondo dei laboratori, della ricerca universitaria o delle aziende?

Di essere personale, di studiare il proprio stile e di capire quali possono essere le forme di comunicazione migliori: ricordatevi che il docente innanzitutto deve essere un comunicatore…se non sappiamo comunicare è inutile fare questo mestiere. 

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