Vai al contenuto
Home » Irriverender di Nath Bonnì: gli articoli del Seo Specialist Blog » Frida Kahlo, le opere e quella storia (complicata) col surrealismo

Frida Kahlo, le opere e quella storia (complicata) col surrealismo

Se hai cercato “Frida Kahlo è surrealista” sperando in un sì o un no netto, mi dispiace deluderti: la risposta è “dipende da chi lo chiedi”, e la persona più in disaccordo con l’etichetta era proprio lei. Frida Kahlo diceva di non dipingere sogni, ma la propria realtà. Il che, detto da una che si è ritratta con una scimmia sulla spalla e una collana di spine, la dice lunga su cosa intendesse per “realtà”.

Partiamo con ordine: chi era, cosa dipingeva e perché ancora oggi Google riceve decine di persone che vogliono capire se incasellarla nel surrealismo sia lecito o un abuso critico.

frida kahlo surrealismo

Le opere più famose di Frida Kahlo

Frida Kahlo ha realizzato circa 150 opere, in gran parte autoritratti. Non è narcisismo (o non solo): dopo l’incidente d’autobus che la costrinse a lunghe convalescenze, lo specchio appeso al soffitto del letto era spesso l’unico soggetto disponibile.

Tra le opere più note ci sono “Le due Frida”, “Autoritratto con collana di spine e colibrì” e “Il cervo ferito”. Sono lavori che mescolano simbolismo personale, iconografia messicana pre-ispanica e un realismo quasi chirurgico nei dettagli anatomici, frutto della sua formazione (mancata, ma studiata da autodidatta) in ambito medico.

Ogni tela è un pezzo di autobiografia dipinta: dolore fisico, identità, aborti, tradimenti coniugali con Diego Rivera. Materiale che rende le sue opere immediatamente riconoscibili anche a chi di storia dell’arte mastica poco.

Frida Kahlo è surrealista? la domanda che divide critici e motori di ricerca

Qui casca l’asino, o meglio, la scimmietta da compagnia. Nel 1938 André Breton, teorico ufficiale del movimento surrealista, la incluse tra le fila del gruppo e le organizzò una mostra a Parigi.

Frida non la prese benissimo. Sosteneva di non aver mai dipinto sogni o astrazioni, ma la sua vita reale: incidenti, corpi, dolore. Cioè esattamente il contrario del metodo surrealista classico, basato su automatismo psichico e associazioni oniriche.

Quindi la risposta onesta è: stilisticamente alcune sue opere condividono elementi con l’immaginario surrealista (accostamenti spiazzanti, simbolismo forte), ma l’intento dichiarato dall’artista era opposto. Metterla semplicemente tra i surrealisti è una semplificazione comoda, non un dato di fatto.

La corrente artistica di Frida Kahlo: più realismo magico che surrealismo

Se proprio serve un’etichetta, gli storici dell’arte tendono a collocarla nel realismo magico, corrente che mescola elementi fantastici o simbolici a una rappresentazione fedele e concreta della realtà.

È una distinzione che conta: nel realismo magico il fantastico nasce dalla realtà osservata, non da un inconscio slegato dal mondo. Frida dipingeva dolori veri, corpi veri, oggetti concreti della cultura messicana. Il simbolismo non era decorazione onirica, ma linguaggio per raccontare esperienze vissute.

Questo non significa che il legame col surrealismo europeo sia inventato: espose con loro, frequentò Breton, fu influenzata dal clima culturale dell’epoca. Ma la corrente artistica di riferimento più corretta resta il realismo magico, con innesti di simbolismo messicano precolombiano.

Le opere surrealiste di Frida Kahlo: quali si avvicinano davvero al movimento

Se cerchi le opere di Frida Kahlo più vicine all’estetica surrealista in senso stretto, i candidati principali sono “Che mi diano l’aeroplano” (con il suo scenario onirico e frammentato) e alcuni dettagli di “La colonna spezzata”, dove il corpo diventa metafora visiva quasi allucinatoria.

Sono comunque eccezioni all’interno di una produzione che resta ancorata al racconto autobiografico più che alla libera associazione onirica tipica del movimento fondato da Breton.

Capire questa distinzione non è un esercizio da manuale di storia dell’arte fine a se stesso: aiuta a leggere le sue opere per quello che sono davvero, invece di appiccicarci sopra l’etichetta più comoda da citare in un post Instagram.

Se stai preparando un esame, una tesina o semplicemente vuoi rispondere con cognizione di causa alla prossima persona che ti dice “ah sì, Frida Kahlo la surrealista”, ora hai gli argomenti giusti. E la fonte più autorevole, cioè lei stessa, dalla tua parte.

Lascia un commento