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Renato Guttuso: chi era il pittore e quali sono le sue opere famose

Se pensi che l’arte sia roba da salotto buono, da guardare con aria ispirata mentre un critico in tweed parla di “matericità del tratto”, puoi chiudere qui. Se invece ti intriga l’idea di un pittore che è anche militante, senatore, polemista e rompiscatole di professione, sei nel posto giusto. Renato Guttuso è stato tutto questo. Qui trovi chi era, le opere da conoscere davvero (con date e musei, non a sentimento), quanto valgono oggi i suoi quadri e perché una firma da sola non dimostra niente.

Renato Guttuso - Still Life [1968]

Chi era Renato Guttuso, il pittore di Bagheria

All’anagrafe era Aldo Renato Guttuso. Nasce il 26 dicembre 1911 a Bagheria, a due passi da Palermo. Il 1912 che leggi su molti cataloghi viene dalla data in cui la madre lo registrò all’anagrafe, il 2 gennaio successivo. Il padre è agrimensore e acquerellista per passione. Il figlio, a tredici anni, firma e data già i suoi quadri: modestia non pervenuta.

Si iscrive a Giurisprudenza a Palermo, ma la molla quando nel 1931 espone alla Quadriennale di Roma. Nel 1937 si trasferisce stabilmente nella capitale. Antifascista, poi iscritto al PCI, nel dopoguerra è tra i fondatori del Fronte nuovo delle arti. Dal 1976 al 1983 siede in Senato con il Partito comunista. Muore a Roma il 18 gennaio 1987. Oggi riposa nel giardino di Villa Cattolica, a Bagheria, in un’arca disegnata dall’amico scultore Giacomo Manzù.

In sintesi: il pittore Guttuso è la figura di riferimento del realismo italiano del Novecento. Una pittura figurativa, carica di colore e di impegno civile, che non ha mai fatto finta di essere neutrale.

Le opere di Renato Guttuso da conoscere

Guttuso è stato prolificissimo: migliaia di dipinti, disegni e grafiche. Per orientarsi tra i suoi quadri conviene partire da una manciata di capisaldi, in ordine cronologico.

Fucilazione in campagna (1938)

È la prima, vera bordata politica. Il quadro è dedicato a Federico García Lorca, il poeta ucciso dai franchisti nel 1936 durante la guerra civile spagnola. Non è un esercizio di stile ma un atto d’accusa, dipinto in piena Italia fascista: il coraggio, qui, non è una metafora. Si trova alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Alcune fonti la datano al 1939.

Crocifissione (1941)

Una crocifissione con nudi, colori violenti e un’eco evidente di Guernica: il clero non gradì, e Guttuso si guadagnò il soprannome di “pictor diabolicus”. Più che un quadro religioso è una meditazione sulla guerra in corso. Anche questa è alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

La Vucciria (1974)

Il mercato palermitano trasformato in una cascata di pesce, carne, frutta e corpi: tre metri per tre di pura vitalità siciliana. Guttuso lo donò all’Università di Palermo e oggi è esposto a Palazzo Steri. Se ti chiedono “un quadro di Guttuso” e non sai cosa rispondere, rispondi questo.

 

Renato Guttuso (1911-1987) - Bucranium and cabbage leaves 1942

 

La spiaggia di Guttuso: dove si trova e cosa racconta

La spiaggia, dipinta tra il 1955 e il 1956, è un olio enorme: circa 3 metri per 4,5. È una folla di bagnanti stipati sulla sabbia, corpi nudi ma mai da cartolina, tra sensualità e affollamento quasi soffocante. È il rito collettivo delle vacanze nell’Italia che si avvia al boom, raccontato senza zucchero.

Fu esposto alla Biennale di Venezia grazie al sostegno del critico Roberto Longhi. Guttuso lo donò allo Stato, e oggi il quadro si trova alla Galleria Nazionale di Parma, nel Complesso monumentale della Pilotta. Prima di arrivare alla tela definitiva, il pittore produsse diversi studi preparatori, alcuni dei quali passano ancora in asta: segno di quanto lavoro ci sia dietro quella che sembra un’istantanea.

I funerali di Togliatti di Guttuso: un corteo che attraversa la storia

Palmiro Togliatti, storico segretario del PCI, muore a Yalta nell’agosto 1964. I funerali a Roma, il 25 agosto, richiamano una folla immensa. Guttuso ci torna sopra nel 1972 con un’opera monumentale: collage e acrilici su quattro pannelli di legno, 340 per 440 centimetri.

La trovata geniale è che nel corteo non ci sono solo i presenti. Accanto a un mare di bandiere rosse sfilano figure vive e morte della sinistra mondiale, molte delle quali a quel funerale non potevano esserci. È un dipinto-manifesto, una galleria di ritratti e insieme un addio a un’epoca. Oggi I funerali di Togliatti è al MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna, in deposito permanente dall’Associazione Enrico Berlinguer.

Caffè Greco: Guttuso, De Chirico e Buffalo Bill allo stesso bancone

Nel 1976 Guttuso mette in scena lo storico caffè romano di via Condotti come un teatro della memoria. L’opera è dedicata a Giorgio de Chirico, cliente abituale del locale, che compare tra gli avventori. Accanto a lui ci sono personaggi impossibili, Buffalo Bill compreso: realtà e immaginazione bevono il caffè insieme.

Precisazione utile: le versioni sono due. Quella del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid è un grande cartone dipinto ad acrilico. La tela di formato maggiore si trova invece a Colonia, nella collezione Ludwig. Se cerchi “il” Caffè Greco, sappi che dipende da quale.

Renato Guttuso 1912-1987 Roma Nature morte au piano Still life
Renato Guttoso 1912-1987 RomarnNature morte au piano 1947rnParme Fondazione Magnani Rocca

 

Valutazioni dei quadri di Guttuso: quanto valgono davvero

Domanda legittima, risposta onesta: Guttuso vale molto, ma meno di quanto la sua statura farebbe pensare. Ha dipinto tantissimo e sul mercato circolano migliaia di opere. L’offerta abbondante tiene i prezzi solidi ma lontani dalle vette di un Morandi o di un Fontana.

I record d’asta

  • Il top lot in asta risulta Van Gogh porta il suo orecchio tagliato al bordello di Arles (1978). Fu venduto da Sotheby’s a Milano nel novembre 2022 per 239.400 euro, diritti inclusi.
  • Fiasco, candela e bollitore (1940-41) è stato aggiudicato da Farsetti nel 2011 per 210.000 euro.
  • Il bosco d’amore (1984), una tela di oltre tre metri per quattro, è stato venduto da Il Ponte nel novembre 2023 per 100.800 euro.
  • Fuori classifica c’è La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio (1951-52), passata nel 2004 alle Gallerie degli Uffizi. La cifra varia secondo le fonti, tra 680.000 e 750.000 euro, e secondo una ricostruzione si trattò di una trattativa diretta, non di un’asta.

Quotazioni indicative per dipinti, disegni e grafica

Le forchette pubblicate dalle case d’asta sono molto larghe e non coincidono tra loro. Prendile come ordini di grandezza:

  • Dipinti a olio: da qualche migliaio di euro fino a 100.000-150.000 per le opere migliori. Gli anni Trenta-Cinquanta e i grandi formati sono i più ricercati.
  • Disegni: in genere da alcune centinaia di euro a poche decine di migliaia. Le chine più comuni stanno tra 700 e 4.000 euro circa.
  • Litografie e grafiche firmate: di solito tra 100 e 1.000 euro.

Contano soggetto, periodo, dimensioni, conservazione e, soprattutto, il certificato. Ed eccoci al punto dolente.

La firma di Guttuso: perché da sola non dimostra nulla

Quel quadro in soffitta con scritto “Guttuso” in un angolo? Calma. La firma del pittore Guttuso è tra le più imitate del Novecento italiano. Lui stesso, già negli anni Cinquanta, lamentava per lettera i falsi che circolavano a Roma. Nel 2023 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno sequestrato opere su carta vendute online come sue: false nell’esecuzione e nella firma.

Il riferimento per l’autenticità sono gli Archivi Guttuso di Roma. Le opere che passano nelle case d’asta serie arrivano con un numero di archiviazione e un’autentica su fotografia rilasciata dagli Archivi. Senza quella documentazione, una firma vale quanto un autografo su un tovagliolo. Prima di sognare, insomma, fai verificare.

Dove vedere i dipinti di Guttuso dal vivo

Le opere di Renato Guttuso vanno guardate in faccia, non scrollate. Ecco dove trovarle:

  • Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: Fucilazione in campagna e Crocifissione, con una sala dedicata.
  • Bagheria, Museo Guttuso a Villa Cattolica: nasce nel 1973 da una donazione dell’artista, e nel giardino c’è la sua tomba.
  • Palermo, Palazzo Steri: La Vucciria.
  • Parma, Complesso della Pilotta: La spiaggia.
  • Bologna, MAMbo: I funerali di Togliatti.
  • Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza: il grande cartone di Caffè Greco.

Guttuso ha passato la vita a ripetere che un artista deve prendere posizione. Il minimo che possiamo fare è prendere un treno e andarlo a vedere.

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