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Pittori siciliani contemporanei e famosi: chi sono, chi è quotato, chi sta emergendo

Chi cerca “pittori siciliani famosi” di solito vuole tre cose. Un elenco di nomi, due righe per capire chi sono e, sotto sotto, sapere se il quadro appeso in salotto dalla zia vale qualcosa. Qui trovi esattamente questo: i pittori siciliani contemporanei e moderni che contano davvero, i quotati separati dagli emergenti e il posto d’onore che spetta ai pittori palermitani contemporanei.

Chi scrive è un architetto con il vizio della storia dell’arte, e quindi niente liste gonfiate. Solo nomi verificabili, con date, luoghi e opere che puoi andare a vedere di persona.

pittori siciliani contemporanei

Elenco dei pittori siciliani famosi, da Antonello da Messina a oggi

Partiamo dall’elenco, perché è quello che cerchi. Ci sono cinque secoli di pittura siciliana in undici nomi, ordinati per data di nascita:

  • Antonello da Messina (Messina, 1430 circa – 1479): il padre nobile. La sua Annunciata è a Palazzo Abatellis, a Palermo.
  • Francesco Lojacono (Palermo, morto nel 1915): il paesaggista dell’Ottocento soprannominato “ladro di sole”.
  • Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987): il pittore siciliano famoso per antonomasia.
  • Salvatore Fiume (Comiso, 1915 – 1997): le Isole di statue, dal MoMA ai Musei Vaticani.
  • Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014): la grande astrattista, oggi la più cara all’asta.
  • Piero Guccione (Scicli, 1935 – Modica, 2018): il mare come esercizio metafisico.
  • Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937): l’inventore delle cancellature.
  • Nino Cordio (Santa Ninfa, 1937 – Roma, 2000): incisore, pittore e scultore.
  • Alessandro Bazan (Palermo, 1966): il capofila della Scuola di Palermo.
  • Giovanni Iudice (Gela, 1970): il realismo civile, dalla spiaggia alla Biennale.
  • Giuseppe Adamo (Alcamo, 1982): la generazione che sta prendendo il testimone.

Manca qualcuno che ti aspettavi? Se è Giovanni Frangi, niente da fare: è bravissimo, ma è nato a Milano. La sicilianità non si assegna per affinità di pennellata.

Pittori siciliani moderni: i maestri del Novecento

I pittori siciliani moderni hanno fatto una cosa curiosa. Quasi tutti sono partiti dall’isola, se la sono portata dietro a Roma e Milano e l’hanno dipinta meglio da lontano.

Renato Guttuso, il pittore siciliano più famoso

Nato a Bagheria nel 1911 e morto a Roma nel 1987, Guttuso è il nome che tutti conoscono, anche chi non ha mai messo piede in un museo. La sua pittura è realista, carnale e politica. Fu anche senatore del PCI tra il 1976 e il 1983, perché a quei tempi un pittore poteva ancora avere opinioni senza chiedere il permesso agli algoritmi.

Carla Accardi, l’astrattismo parte da Trapani

Accardi si forma all’Accademia di Belle Arti di Palermo e poi si trasferisce a Roma. Lì è l’unica donna tra i fondatori di Forma 1, il gruppo che dal 1947 porta l’astrattismo in Italia. I suoi segni bianchi su fondo nero sono tra le immagini più riconoscibili del dopoguerra italiano.

Salvatore Fiume, da Comiso al MoMA

Pittore, scultore, scrittore e scenografo, Fiume nel 1949 vende un’opera al Museum of Modern Art di New York. L’anno dopo porta alla Biennale di Venezia il trittico Isola di statue, oggi ai Musei Vaticani. Visse a lungo a Canzo, vicino a Como: siciliano sì, ma con vista lago.

Emilio Isgrò, le cancellature (e un pittore messinese contemporaneo)

Nato nel 1937 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Isgrò vive a Milano dal 1956. Dal 1964 cancella enciclopedie, libri e testi sacri. Non è vandalismo: è uno dei gesti fondativi dell’arte concettuale italiana. Chi cerca pittori messinesi contemporanei trova in lui il nome più importante in assoluto.

Quadri famosi dei pittori siciliani da vedere dal vivo

  • Annunciata di Antonello da Messina, a Palazzo Abatellis (Palermo).
  • La Vucciria di Guttuso (1974), a Palazzo Steri (Palermo).
  • Isola di statue di Fiume, ai Musei Vaticani.
  • Le opere del Gruppo di Scicli, esposte in modo permanente a Palazzo Spadaro (Scicli).

Pittori siciliani contemporanei: chi conta oggi

Sugli artisti siciliani contemporanei il web è pieno di elenchi scritti con il copia-incolla. Qui restano solo pittori con una carriera documentata: mostre, musei, cataloghi.

Piero Guccione e il Gruppo di Scicli

Guccione nasce a Scicli nel 1935, studia a Roma e dal 1966 al 1969 è assistente di Guttuso alla cattedra di pittura dell’Accademia di Belle Arti. Tornato in Sicilia, diventa il punto di riferimento del Gruppo di Scicli. Ne fanno parte, tra gli altri, Franco Sarnari, Sonia Alvarez, Franco Polizzi, Carmelo Candiano, Giuseppe Puglisi, Giuseppe Colombo e Piero Zuccaro.

I suoi mari sono quasi astratti a forza di essere guardati. Muore a Modica nel 2018.

Giovanni Iudice, il realismo che non fa sconti

Nato a Gela nel 1970 e autodidatta, Iudice dipinge spiagge affollate, periferie e, dal 2004, i migranti. La sua tela Umanità è stata esposta al Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia. È la prova che si può fare pittura figurativa nel 2000 senza sembrare un calendario.

Pittori palermitani contemporanei: la Scuola di Palermo

Se cerchi i pittori palermitani contemporanei, il punto di partenza è uno solo: la Scuola di Palermo. Sono quattro pittori:

  • Alessandro Bazan (1966)
  • Francesco De Grandi (1968)
  • Fulvio Di Piazza (1969)
  • Andrea Di Marco (1970–2012)

Si conoscono al liceo artistico, si separano tra Urbino e Milano e si ritrovano a Palermo. L’etichetta nasce da una mostra del 2001 ai Cantieri Culturali alla Zisa, e nel 2018 il Museo Riso dedica al gruppo un’ampia retrospettiva.

Negli anni Novanta, mentre l’arte scommetteva su video e installazioni, loro scommisero sulla pittura. Col senno di poi, hanno vinto.

Alessandro Bazan, il pittore palermitano contemporaneo da conoscere

Bazan è nato a Palermo nel 1966 e si è diplomato all’Accademia di Urbino. Ha riscoperto Guttuso e lo ha mescolato con jazz, cinema e cultura pop, in una pittura che sembra sempre in movimento. Ha partecipato alle Quadriennali di Roma del 1999 e del 2008, ha opere nella collezione del Museo Riso e insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Fuori dai circuiti: l’outsider art palermitana

Palermo ha anche una scena che le gallerie hanno scoperto tardi: l’arte outsider. Salvatore Bonura, detto Sabo (1916–1975), comincia a dipingere da autodidatta intorno ai cinquant’anni e produce centinaia di quadri visionari. Rosaria Cannonito, nata a Palermo nel 1954, costruisce da sola un linguaggio fatto di ritratti a pennarello e acrilico. Entrambi sono documentati dall’Osservatorio Outsider Art.

Pittori siciliani quotati: quanto valgono davvero

Prima una precisazione. “Quotato” non significa “costoso”. Significa che esiste un mercato con prezzi verificabili: aste pubbliche, gallerie serie, archivi che autenticano le opere. Tutto il resto è ottimismo del venditore.

I dati pubblici dicono questo:

  • Carla Accardi è oggi la pittrice siciliana più quotata all’asta. A maggio 2026, da Dorotheum a Vienna, un suo paravento del 1986 è stato battuto a 520.000 euro, nuovo record mondiale. Il record precedente era di 355.600 euro, da Sotheby’s Milano nel 2023.
  • Renato Guttuso ha un mercato solido ma non stellare. I suoi prezzi record all’asta stanno tra 150.000 e 250.000 euro. Il motivo è semplice: fu prolificissimo, e sul mercato circolano moltissime opere.
  • I contemporanei viventi hanno prezzi che dipendono dalla galleria, dal formato e dal periodo. Non esistono listini pubblici affidabili, e i siti che promettono “quotazioni” sono spesso case d’asta a caccia di mandati di vendita.

Pittori siciliani emergenti: dove cercarli davvero

Gli elenchi di pittori siciliani emergenti che girano online hanno un difetto: spesso sono autopromozione. Per capire se un giovane artista è davvero in crescita, guarda poche cose concrete:

  • le mostre in gallerie con una programmazione riconoscibile;
  • le collettive in musei pubblici;
  • i cataloghi con testi critici firmati;
  • le mostre fuori dalla Sicilia.

Un nome che supera tutti questi filtri è Giuseppe Adamo, nato ad Alcamo nel 1982 e formato all’Accademia di Palermo. Più che emergente, ormai è emerso. Dipinge superfici perfettamente piatte che sembrano rocce in rilievo, al confine tra astrazione e paesaggio. Ha esposto alla RizzutoGallery di Palermo, da Marignana Arte a Venezia e in Germania.

Il consiglio pratico per scoprire i prossimi nomi è frequentare le mostre di diploma dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e le gallerie che hanno lanciato Adamo. La Scuola di Palermo, del resto, resta il riferimento dichiarato della nuova generazione.

Pittori paesaggisti siciliani: la luce come ossessione

Il paesaggio siciliano è stato dipinto da tutti, ma pochi lo hanno reso così bene. Nell’Ottocento Francesco Lojacono si guadagna il soprannome di “ladro di sole”. Nel 1876 il re Vittorio Emanuele II acquista la sua tela Una giornata di caldo in Sicilia per il Museo di Capodimonte.

Un secolo dopo, Piero Guccione fa l’operazione opposta. Toglie tutto dal mare di Scicli finché restano solo luce e orizzonte. Franco Polizzi, del Gruppo di Scicli, reinterpreta invece la campagna iblea.

Nino Cordio, nato a Santa Ninfa nel 1937, racconta la sua terra soprattutto con l’incisione: acqueforti a colori, fiori e palme. Dal 2007 il suo paese natale gli dedica un museo con oltre 200 opere.

Come comprare un’opera di un artista siciliano contemporaneo senza farsi fregare

Comprare un’opera di un artista siciliano è un bel modo per sostenere la scena locale. A patto di non farlo alla cieca. Queste quattro regole valgono sempre:

  • Autentica: per gli artisti storici conta quella degli archivi ufficiali, come gli Archivi Guttuso o l’Archivio Accardi Sanfilippo. Senza autentica non stai comprando un’opera, stai comprando una speranza.
  • Provenienza: chiedi da dove arriva l’opera. Un passaggio da una galleria nota vale più di dieci certificati generici.
  • Risultati d’asta: confronta il prezzo richiesto con le vendite pubbliche di opere simili per formato e periodo.
  • Gallerie serie: per gli emergenti, meglio comprare in galleria che sui marketplace. Pagherai forse qualcosa in più, ma saprai cosa hai comprato.

Hai un quadro di un pittore siciliano e vuoi capire cosa stai guardando? Oppure cerchi un consiglio per iniziare una piccola collezione? Scrivimi: guardiamo insieme le opere e, se serve, ti dico con garbo che il paesaggio della zia non è un Guccione.

artisti siciliani contemporanei

Artisti siciliani contemporanei oltre la pittura: scultori, fotografi, architetti

Fermarsi ai pittori sarebbe come raccontare la cucina siciliana parlando solo di cannoli. Buoni, per carità, ma la tavola è molto più lunga. Molti degli artisti siciliani contemporanei più famosi al mondo non hanno mai preso in mano un pennello, o lo hanno posato presto per passare a bronzo, acciaio, pellicola o cemento.

Scultori siciliani: dal cavallo della RAI alla Stella di Gibellina

Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920 – Milano, 2005) è tra i fondatori di Forma 1, insieme ad Accardi. È uno dei grandi nomi dell’astrattismo internazionale. Le sue sculture sono quasi bidimensionali, fatte per essere guardate di fronte come una facciata, e nel 1960 vince il premio per la scultura alla Biennale di Venezia.

Dopo il terremoto del Belice firma alcune delle opere simbolo di Gibellina Nuova, il museo a cielo aperto voluto dal sindaco Ludovico Corrao. Tra queste la grande Stella in acciaio all’ingresso della valle e l’edificio del Meeting. Per sua volontà è sepolto proprio a Gibellina.

Francesco Messina (Linguaglossa, 1900 – Milano, 1995) cresce a Genova da garzone marmista e diventa direttore dell’Accademia di Brera. Chi guarda il telegiornale conosce la sua opera più celebre senza saperlo: il Cavallo morente davanti alla sede RAI di viale Mazzini a Roma, collocato lì nel 1966.

Emilio Greco (Catania, 1913 – Roma, 1995) è lo scultore delle figure femminili allungate ed eleganti. Le sue opere sono in musei come la Tate di Londra e l’Ermitage di San Pietroburgo.

Fotografi siciliani: raccontare l’isola senza cartolina

Letizia Battaglia (Palermo, 1935 – 2022) comincia a fotografare nel 1969 per il quotidiano L’Ora, unica donna in una redazione di uomini. Per vent’anni documenta la guerra di mafia a Palermo. Il 6 gennaio 1980 è la prima fotoreporter ad arrivare sul luogo dell’omicidio di Piersanti Mattarella.

È stata la prima donna europea a vincere il premio W. Eugene Smith. Nel 2017 ha fondato il Centro Internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali alla Zisa.

Ferdinando Scianna (Bagheria, 1943) inizia fotografando le feste religiose siciliane, in un libro del 1965 con un saggio di Leonardo Sciascia. Nel 1982 diventa il primo fotografo italiano a entrare nell’agenzia Magnum, presentato da Henri Cartier-Bresson. Poi passa anche alla moda senza perdere lo sguardo del reporter: una rara capacità di fare cose serie e cose patinate con la stessa dignità.

Architetti siciliani: Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

Qui chi scrive parla da architetto, quindi aspettatevi un pizzico di tifo. Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, nata a Vittoria nel 1948, ha scelto di lavorare dal suo studio in provincia di Ragusa anziché da Milano o Londra. Dalla provincia ha collezionato riconoscimenti internazionali:

  • due RIBA Awards per l’Europa (2005 e 2012);
  • la Medaglia d’Oro alla carriera della Triennale di Milano (2012);
  • la menzione speciale alla Biennale di Architettura di Venezia del 2016;
  • il Premio Italiano di Architettura 2021, per la trasformazione di un vecchio asilo di Mazzarrone in abitazione.

La sua è un’architettura asciutta, senza effetti speciali. Dimostra che non serve una torre storta per fare notizia.

Installazioni e performance: Loredana Longo e l’estetica della distruzione

Loredana Longo (Catania, 1967) si è formata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania, ma lavora con installazioni, video, fotografia e performance. Nella serie Explosion allestisce salotti, tavole apparecchiate e camere nuziali, li fa esplodere e poi ricompone i pezzi con le crepe in vista. Lei la chiama “estetica della distruzione”. È forse il modo più siciliano possibile di parlare di famiglia: tutto salta in aria, poi si rimette insieme e si fa finta di niente.

Per chiudere il cerchio, anche Emilio Isgrò, di cui abbiamo già parlato tra i maestri del Novecento, appartiene più a questa famiglia che a quella dei pittori. Le sue cancellature sono libri, installazioni, sculture e perfino teatro.

1 commento su “Pittori siciliani contemporanei e famosi: chi sono, chi è quotato, chi sta emergendo”

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