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Flatlandia: riassunto, trama e significato del libro di Abbott

Flatlandia di Edwin Abbott Abbott è un libro minuscolo con un’ambizione enorme. Rappresenta un mondo in due dimensioni per farci sospettare che anche il nostro potrebbe avere qualche dimensione in meno del necessario. Pubblicato a Londra nel 1884, è insieme un racconto fantastico, una lezione di geometria e una satira feroce dell’Inghilterra vittoriana. Qui trovi il riassunto di Flatlandia in breve e il riassunto capitolo per capitolo, tutti e 22, non quattro a caso. Poi la spiegazione della gerarchia sociale, il significato e una recensione onesta.

Sono Nath Bonnì: docente di tecnologia, architetto abilitato e formatore per i test di ammissione a design, architettura e ingegneria. Passo le giornate a spiegare a ragazzi di tredici anni che un cubo non è un quadrato “più spesso”. Per me Flatlandia è materiale di lavoro.

flatlandia riassunto capitolo per capitolo

Flatlandia: trama in breve

Il narratore è un Quadrato, avvocato e matematico dilettante, che vive a Flatlandia. È un mondo piatto come un foglio, dove gli abitanti sono figure geometriche che scivolano sulla superficie senza poterne mai uscire.

La società è una piramide rigidissima:

  • le donne sono segmenti;
  • soldati e operai sono triangoli isosceli;
  • il ceto medio è fatto di triangoli equilateri;
  • i professionisti sono quadrati e pentagoni;
  • i nobili sono poligoni;
  • al vertice ci sono i sacerdoti, che sono cerchi (o quasi).

La notte prima dell’anno 2000 del loro calendario, il Quadrato riceve la visita di una Sfera. Arriva da Spacelandia, il mondo a tre dimensioni. Per fargli capire la faccenda ci vogliono parecchi tentativi e un viaggio forzato nello spazio. Quando torna a casa e prova a raccontarlo, finisce in prigione: a Flatlandia parlare della terza dimensione è reato.

Fine. Sembra poco, ma il gusto sta tutto in come ci si arriva.

Flatlandia: riassunto capitolo per capitolo

Il libro è diviso in due parti. La prima descrive Flatlandia, la seconda racconta i viaggi del Quadrato in altri mondi. I titoli qui sotto sono una mia sintesi, non la traduzione letterale dell’edizione italiana.

Parte prima: Questo mondo (capitoli 1-12)

Capitolo 1 – La natura di Flatlandia. Il Quadrato ci chiede di immaginare un immenso foglio su cui si muovono figure piatte. Da dentro, però, nessuno vede triangoli o quadrati: tutti appaiono come semplici linee. È il primo schiaffo alla nostra presunzione visiva.

Capitolo 2 – Clima e case. Non c’è sole, la pioggia arriva sempre da nord e un’attrazione costante verso sud fa da bussola. Le case sono pentagonali, con una porta per gli uomini e una più piccola per le donne. Le case quadrate e triangolari sono vietate perché gli spigoli acuti sono pericolosi. Da architetto, applaudo la norma.

Capitolo 3 – Gli abitanti. Viene presentata la scala sociale. La regola chiave: di norma ogni figlio maschio ha un lato in più del padre, quindi una famiglia sale di rango a ogni generazione. Gli isosceli invece restano bloccati, salvo miglioramenti lentissimi.

Capitolo 4 – Le donne. Le donne sono segmenti: appuntite come aghi e, viste di punta, invisibili. Quando si muovono in pubblico, la legge le obbliga a emettere un “grido di pace”. È il capitolo più disturbante e più satirico del libro.

Capitolo 5 – Come ci si riconosce. Se tutti sembrano linee, come si distingue un nobile da un operaio? Con l’udito, che però si può ingannare. Oppure con il tatto: si “tasta” un angolo del vicino, pratica diffusa tra i ceti bassi.

Capitolo 6 – Il riconoscimento con la vista. Le classi alte usano la nebbia. Più un lato si allontana, più sbiadisce, e dalla sfumatura si deduce l’angolo. Serve un’istruzione costosa, quindi è un privilegio di casta.

Capitolo 7 – Le figure irregolari. Chi nasce con lati disuguali è considerato un pericolo morale e sociale. Se l’irregolarità è grave, viene soppresso. Il Quadrato approva, ed è proprio questo a mettere i brividi.

Capitolo 8 – L’antica pratica della pittura. Un tempo un pentagono di nome Cromatiste scoprì i colori. Tutti si dipinsero e riconoscersi divenne facilissimo. Per qualche secolo Flatlandia ebbe un’arte.

Capitolo 9 – La legge sul colore universale. Con i colori, i ceti bassi non hanno più bisogno delle “arti aristocratiche” del riconoscimento, e chiedono l’uguaglianza. Una proposta di legge vuole dipingere anche donne e sacerdoti, rendendoli confondibili tra loro.

Capitolo 10 – La repressione della rivolta cromatica. Il Cerchio capo, Pantociclo, finge di cedere e poi scatena la repressione. Il colore viene abolito e perfino nominarlo diventa reato. L’ordine è ristabilito, con metodi che oggi chiameremmo crimini.

Capitolo 11 – I sacerdoti. I Cerchi non sono veri cerchi: sono poligoni con così tanti lati da sembrarlo. Governano tutto. Per “promuovere” i figli, le famiglie nobili li sottopongono a operazioni rischiosissime.

Capitolo 12 – La dottrina dei sacerdoti. Il principio è uno solo: conta la configurazione. Se sbagli è colpa della tua forma, non della tua volontà. Il Quadrato chiude la prima parte con qualche timido dubbio sull’educazione negata alle donne.

Parte seconda: Altri mondi (capitoli 13-22)

Capitolo 13 – La visione di Linelandia. Il penultimo giorno dell’anno, il Quadrato sogna Linelandia. È un mondo a una dimensione dove tutti vivono su un’unica retta e nessuno può superare il vicino. Il Re crede che quella retta sia l’universo intero.

Capitolo 14 – Spiegare Flatlandia a chi vive su una linea. Il Quadrato prova a spiegare al Re la seconda dimensione, uscendo e rientrando dalla retta per dimostrarla. Il Re lo prende per pazzo e lo attacca. Il sogno finisce con la campanella della colazione.

Capitolo 15 – Lo straniero di Spacelandia. Stavolta non è un sogno. L’ultima sera dell’anno 1999 il Quadrato è in casa con la moglie quando sente una voce, e poi compare un cerchio che cambia misura. È la Sfera.

Capitolo 16 – Le parole non bastano. La Sfera spiega la terza dimensione per analogia. Un punto che si muove genera una linea, una linea genera un quadrato, un quadrato genera… qualcosa che il Quadrato non riesce a immaginare.

Capitolo 17 – Passare ai fatti. La Sfera descrive l’interno di stanze chiuse, sposta oggetti “dall’alto” e tocca il Quadrato dentro il suo corpo. Lui la attacca, convinto che sia un imbroglio.

Capitolo 18 – Il viaggio a Spacelandia. Esasperata, la Sfera lo solleva fuori dal piano. Il Quadrato vede per la prima volta i solidi e capisce il cubo. Poi osserva dall’alto il proprio mondo, compreso il Consiglio dei Cerchi riunito in segreto.

Capitolo 19 – Volere di più. Illuminato, il Quadrato applica lo stesso ragionamento della Sfera e chiede di vedere la quarta dimensione. La Sfera, che fino a un attimo prima gli dava del limitato, si offende e lo rispedisce a Flatlandia. L’ironia è servita.

Capitolo 20 – La visione di Pointlandia. In una nuova visione, la Sfera gli mostra Pointlandia. È un unico punto che si crede tutto l’universo e scambia ogni voce esterna per un proprio pensiero. Il Quadrato capisce che la cecità del Re di Linelandia era anche la sua.

Capitolo 21 – Il nipote. Il Quadrato prova a insegnare la terza dimensione al nipote, un esagono brillante che poco prima aveva intuito qualcosa. Ma ora che parlarne è proibito, il ragazzo lo liquida con una risata.

Capitolo 22 – L’ultimo tentativo. Il Quadrato cerca altri modi per diffondere la teoria, si tradisce in pubblico e viene processato e imprigionato. Dopo sette anni di carcere scrive il libro, sperando in lettori futuri. Cioè noi.

flatlandia racconto fantastico su disegno e geometria

La gerarchia sociale di Flatlandia spiegata

Se devi fare uno schema per la verifica, eccolo dal basso verso l’alto:

  • Donne: segmenti. Escluse da qualsiasi ascesa sociale e, nel racconto, perfino dall’istruzione.
  • Triangoli isosceli: soldati e operai. Più l’angolo al vertice è acuto, più sono considerati pericolosi e “stupidi”.
  • Triangoli equilateri: artigiani e commercianti, cioè il ceto medio.
  • Quadrati e pentagoni: professionisti e gentiluomini. Il narratore sta qui.
  • Esagoni e poligoni: la nobiltà, che guadagna un lato a ogni generazione.
  • Cerchi: la casta sacerdotale, che governa tutto e custodisce i segreti.

La cosa geniale è che la geometria diventa destino: in Flatlandia non sei quello che fai, sei la tua forma. E chi è “irregolare” viene corretto o eliminato. Qualunque somiglianza con discorsi reali su razza, classe o genere è, ovviamente, tutt’altro che casuale.

Flatlandia: significato del libro

Il significato di Flatlandia si legge su almeno tre piani.

La satira della società vittoriana

La prima parte è una parodia dell’Inghilterra dell’Ottocento. Ci sono le classi chiuse, la meritocrazia di facciata e le donne trattate come esseri pericolosi e incapaci di ragionare.

Abbott non condivide queste idee: le mette in bocca a un narratore che le trova normali. Nella prefazione alla seconda edizione, uscita anch’essa nel 1884, risponde a chi lo accusava di misoginia. Spiega che il Quadrato ragiona come gli storici del suo mondo, che del destino delle donne e delle masse non si erano mai occupati.

La lezione sulle dimensioni

Il cuore del libro è un ragionamento per analogia che ogni insegnante dovrebbe rubare:

  • il Re di Linelandia non può concepire il piano;
  • il Quadrato non può concepire lo spazio;
  • la Sfera non vuole concepire la quarta dimensione.

Ognuno ride di chi sta sotto e si arrabbia con chi sta sopra. È il modo più chiaro mai scritto per spiegare perché non riusciamo a “vedere” una quarta dimensione spaziale, ma possiamo comunque ragionarci sopra.

L’invito all’umiltà

Nella dedica, il Quadrato si augura che anche i lettori a tre dimensioni aspirino a scoprirne altre. Così svilupperebbero la dote più rara di tutte: la modestia. Tradotto: prima di ridere del Re di Linelandia, controlla su quale retta stai camminando tu.

Edwin Abbott Abbott, l’autore di Flatlandia

Edwin Abbott Abbott nacque a Marylebone, Londra, il 20 dicembre 1838. Morì a Hampstead il 12 ottobre 1926. Il doppio cognome non è un vezzo: padre e madre erano cugini di primo grado ed entrambi si chiamavano Abbott.

Studiò al St John’s College di Cambridge e fu ordinato sacerdote anglicano. Nel 1865, a soli 26 anni, divenne preside della City of London School e mantenne l’incarico fino al 1889. Fu un preside innovativo: in una scuola di impostazione classica rese obbligatorio lo studio della chimica.

Ai suoi tempi era noto soprattutto per le opere teologiche e per una grammatica di Shakespeare del 1870. Flatlandia la pubblicò sotto pseudonimo, firmandosi “A Square”, cioè “Un Quadrato”. Oggi è ricordato quasi soltanto per quella.

Flatlandia libro: edizioni, pagine e dove leggerlo

Il titolo originale è Flatland: A Romance of Many Dimensions, pubblicato nel 1884 dall’editore londinese Seeley & Co. In Italia l’edizione di riferimento è quella Adelphi, Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni. La traduzione è di Masolino d’Amico e in appendice c’è un saggio di Giorgio Manganelli.

Quante pagine ha Flatlandia? Dipende dall’edizione:

  • Biblioteca Adelphi: 166 pagine;
  • tascabile della collana “gli Adelphi”: 176 pagine.

Tempo di lettura realistico: un pomeriggio, più il tempo di rileggere i capitoli sulla Sfera. Esistono anche altre traduzioni, per esempio quella di Marisa Nascimbeni per Mursia.

E il PDF? Il testo originale in inglese è di pubblico dominio. Si legge gratis e legalmente su Project Gutenberg e Wikisource, e LibriVox ne offre anche l’audiolibro. Le traduzioni italiane invece sono protette da diritti: diffida dei PDF “gratuiti” che girano online.

flatlandia geometria
it.wikipedia.org/wiki/Flatlandia

 

Flatlandia recensioni: cosa ne ha detto la critica

Una curiosità che consola ogni autore incompreso: all’uscita Flatlandia ebbe poco successo. Dopo la morte di Abbott, la sua voce nel Dictionary of National Biography non citava nemmeno il libro.

La riscoperta arrivò con Einstein. Nel 1920 William Garnett pubblicò su Nature una lettera in cui indicava Flatlandia come un’intuizione precoce del ruolo della quarta dimensione. Da allora è diventato una lettura di culto tra matematici e fisici. Carl Sagan ne ha usato l’esperimento mentale in Cosmos per parlare delle dimensioni superiori.

La mia recensione

Voto alto, con due avvertenze.

La prima: i capitoli iniziali sono lenti. Per un lettore di oggi alcune pagine sulle donne sono dure da digerire, anche sapendo che sono satira.

La seconda: la seconda parte ripaga tutto.

Da docente lo consiglio dalla terza media in su. Lo consiglio anche come palestra mentale a chi prepara i test di architettura e ingegneria. Ragionare su come una figura “genera” un solido è esattamente l’abilità spaziale che quei test misurano.

Flatlandia film: gli adattamenti

Flatlandia non ha un grande film di Hollywood, ma ha diversi adattamenti animati:

  • Flatland (1965): cortometraggio animato diretto da Eric Martin, da un’idea di John Hubley.
  • Flatlandia (1982): cortometraggio italiano in stop motion di Michele Emmer.
  • Flatland (2007): lungometraggio animato indipendente di Ladd Ehlinger Jr., circa 95 minuti, che sposta la satira negli Stati Uniti di oggi.
  • Flatland: The Movie (2007): corto educativo di 34 minuti di Dano Johnson e Jeffrey Travis. Ha un seguito, Flatland 2: Sphereland (2012), ispirato al romanzo Sphereland di Dionys Burger.

Per la scuola il corto del 2007 è il più pratico: dura quanto una lezione e lascia il tempo per discuterne.

In sintesi: perché leggere Flatlandia

Flatlandia si legge in un pomeriggio e si digerisce in anni. È una favola geometrica, un pamphlet contro le caste e un esercizio di immaginazione spaziale. E ha il finale più onesto possibile: chi ha visto una dimensione in più non viene creduto. Il libro, alla fine, è la lettera che il Quadrato ci spedisce dal carcere. Il minimo che possiamo fare è leggerla.

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FAQ

Qual è il ruolo della sfera in Flatlandia?

Nella novella "Flatlandia" di Edwin A. Abbott, la sfera è un personaggio che rappresenta una figura tridimensionale in un mondo bidimensionale. Il suo ruolo è quello di insegnare al protagonista, il Quadrato, l'esistenza di dimensioni superiori e ampliare la sua comprensione del mondo.

Quante pagine ha Flatlandia?

"Flatlandia" è un libro relativamente breve e solitamente ha circa 96 pagine nella sua edizione originale.

Come si presenta la sfera agli abitanti di Flatlandia?

La sfera appare agli abitanti di Flatlandia come una serie di cerchi di diverse dimensioni. Inizialmente, appare come un piccolo cerchio, poi si espande e si contrae, mostrando la sua vera natura tridimensionale. Questo crea grande confusione e meraviglia tra gli abitanti di Flatlandia.

Chi è il narratore di Flatlandia?

Il narratore di "Flatlandia" è il protagonista della storia, il Quadrato, che condivide la sua esperienza di incontro con la sfera e le sue riflessioni sulla sua società bidimensionale.


 

 

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