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Graffitismo e street art: dai muri alle gallerie, ma senza chiedere permesso

C’è chi li chiama vandali, chi artisti. E poi ci sono quelli che fotografano ogni muro dipinto con aria mistica, perché “la street art è la nuova arte sacra urbana”. Ok, calmi tutti. Prima di incensare l’ennesimo murales con la Madonna punk o l’allegoria sociale dipinta accanto a un discount, facciamo un passo indietro e proviamo a capire che cos’è davvero il graffitismo e la street art. E soprattutto: perché continua a piacerci così tanto anche se (o proprio perché) è nata per essere illegale?

graffiti artisti

La storia dei graffiti: molto più antica di quanto pensi

Se pensi che la storia dei graffiti inizi con i writer newyorkesi negli anni ’70, ti stai perdendo giusto qualche millennio. Già nell’antica Roma si scrivevano insulti e versi d’amore sui muri delle osterie (la versione latina dei post su Facebook). Ma è negli anni ’60 e ’70 che nasce la graffiti art come la intendiamo oggi: giovane, urbana e profondamente arrabbiata.

I primi tag compaiono nella metropolitana di New York: nomi, firme stilizzate, dichiarazioni d’esistenza in un sistema che li ignorava. TAKI 183 diventa leggenda solo perché scriveva il suo nome ovunque. Altro che NFT.

Graffitismo: tra arte e dichiarazione di guerra

Il graffitismo è la versione più pura e selvaggia di questa cultura: lettering esasperato, colori sparati, sfide tra crew. Non cerca bellezza, cerca impatto. Non vuole entrare nei musei, vuole restare nei tunnel. E soprattutto: non chiede il permesso. In questo sta la sua forza e la sua condanna.

Chi fa graffiti spesso rifiuta il termine street art, considerandolo una versione edulcorata e venduta al sistema. Ma i confini sono sempre più labili: molti artisti passano da una pratica all’altra, e alcuni iniziano persino a firmare contratti invece di muri.

graffitismo artisti

La nascita della street art: quando l’arte scende in strada (ma con stile)

La nascita della street art avviene quando qualcuno prende la bomboletta e inizia a fare altro oltre al nome: stencil, poster, installazioni, interventi site-specific. Meno ego, più messaggio. E soprattutto più estetica. Banksy è l’emblema di questo passaggio: ironico, critico, ma anche dannatamente fotogenico.

La street art diventa quindi un linguaggio urbano trasversale: denuncia, poesia visiva, brand identity (eh già). Alcuni la definiscono la pop art del XXI secolo, solo più sporca e meno quotata (ma per quanto ancora?).

Significato della street art: perché ci affascina tanto

Il significato della street art cambia da quartiere a quartiere, da artista a artista. Ma una cosa è certa: è uno dei pochi linguaggi visivi ancora capaci di sorprendere. Non devi entrare in un museo, non devi pagare un biglietto. Ti arriva addosso mentre vai a prendere il pane. Ti fa pensare, ti fa arrabbiare, a volte ti fa pure ridere.

In un’epoca in cui tutto è filtrato, pianificato e brandizzato, l’arte dei graffiti ha ancora quel profumo di libertà che ci manca. E anche se oggi molti murales sono commissionati dai comuni (con tanto di bando e codice fiscale), continuiamo a cercare quella scintilla di anarchia.

artisti street art

Graffiti e street art: una differenza che conta?

Molti li usano come sinonimi, ma graffiti e street art non sono la stessa cosa. I primi nascono come codice interno, con le loro regole e il loro slang. La seconda è più aperta, più comunicativa, più instagrammabile. Entrambe, però, sono figlie dello spazio pubblico, e da lì non vogliono andarsene.

La vera domanda è: che succede quando questa arte diventa istituzionale? Quando un murales finisce su un catalogo? Quando un writer espone in una galleria d’arte contemporanea? Alcuni gridano al tradimento. Altri, più pragmatici, si godono il passaggio dal carcere alla fattura.

Morale della favola? meglio un muro sporco che una parete vuota

Alla fine, che ti piaccia o no, graffitismo e street art continuano a trasformare le città in gallerie a cielo aperto. Alcune opere durano una notte, altre diventano simboli urbani. Ma tutte raccontano una storia.

E se l’arte è anche questo – raccontare, disturbare, decorare – allora viva i muri imbrattati. Purché lo facciano con stile.

artista street art

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