Vai al contenuto
Home » Irriverender di Nath Bonnì: gli articoli del Seo Specialist Blog » Allegoria del buon governo: spiegazione e analisi dell’affresco di Ambrogio Lorenzetti

Allegoria del buon governo: spiegazione e analisi dell’affresco di Ambrogio Lorenzetti

Se stai cercando una spiegazione dell’allegoria del buon governo che non sia la solita fotocopia di manuale, sei nel posto giusto. Nel 1338 il governo di Siena ha fatto una cosa che oggi sembra fantascienza: ha pagato un pittore, Ambrogio Lorenzetti, per ricordare ogni giorno ai governanti cosa succede quando amministrano bene e cosa succede quando amministrano male. Sulle pareti della stanza dove si riunivano, così da non poter fingere di non vedere. Qui trovi l’analisi figura per figura, gli effetti in città e in campagna, il cattivo governo e, in fondo, una scaletta pronta per chi deve fare la presentazione in ppt.

il buon governo lorenzetti analisi

Allegoria ed effetti del buono e del cattivo governo: cos’è e dove si trova

Il titolo completo è Allegoria ed effetti del buono e del cattivo governo. Non è un affresco solo ma un ciclo che copre tre pareti della Sala dei Nove (detta anche Sala della Pace) nel Palazzo Pubblico di Siena, affacciato su Piazza del Campo.

Il lavoro fu eseguito tra il febbraio 1338 e il maggio 1339, su commissione del Governo dei Nove. Erano i magistrati che guidarono la Repubblica di Siena dal 1287 al 1355, un governo di mercanti e “popolari”, non di aristocratici.

La disposizione è questa:

  • parete nord: allegoria del buon governo;
  • parete est (la più lunga): effetti del buon governo in città e in campagna;
  • parete ovest: allegoria ed effetti del cattivo governo.

Sotto le scene corre una lunga iscrizione in volgare, una sorta di didascalia in versi che spiega ai senesi cosa stanno guardando. Propaganda? Sì. Ma propaganda con i sottotitoli, il che è già più onesto di molta comunicazione politica attuale.

Allegoria del buon governo: spiegazione figura per figura

La parete nord è la più “teorica”: niente scene di vita, solo personificazioni allineate come in un consiglio dei ministri ideale. Si legge da sinistra a destra, ed è un ragionamento in immagini.

Giustizia, Concordia e i 24 cittadini

A sinistra siede la Giustizia, ispirata dalla Sapienza che le sta sopra. Dai piatti della sua bilancia scendono due corde che la Concordia, seduta sotto di lei, riunisce in una sola fune. Sulle ginocchia la Concordia tiene una pialla: serve a livellare, cioè a smussare i contrasti tra i cittadini. Simbolo da falegnameria, concetto da trattato politico.

La fune passa poi a 24 cittadini in processione, che la portano fino al grande vecchio sulla destra. Il messaggio: il potere non cala dall’alto, è tenuto insieme da chi governa e da chi è governato, legati dalla stessa corda.

Il vecchio in trono: il Ben Comune

Il gigantesco vecchio barbuto è il Ben Comune, cioè la città stessa come istituzione. Intorno alla testa porta le lettere CSCV, sigla di Comune Senarum Civitas Virginis (“Comune di Siena, città della Vergine”). Ai suoi piedi c’è la lupa con i gemelli, perché Siena rivendicava origini romane.

Sopra di lui volano le tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità. Ai lati siedono le virtù politiche: Pace, Fortezza e Prudenza da una parte, Magnanimità, Temperanza e Giustizia dall’altra. Sì, la Giustizia compare due volte: Lorenzetti ci tiene a farcelo capire.

La figura più famosa è la Pace: vestita di bianco, semisdraiata, appoggiata a un’armatura che non le serve più. È la virtù più rilassata della storia dell’arte, e se lo può permettere.

Gli effetti del buon governo in città e in campagna

Qui l’allegoria diventa reportage. La parete est mostra che cosa produce, in concreto, un buon governo. È anche uno dei primi grandi paesaggi della pittura occidentale.

Effetti del buon governo in città

Una Siena affollata e operosa:

  • botteghe aperte e mercanti al lavoro;
  • muratori sui ponteggi (la città che cresce, letteralmente);
  • un maestro che fa lezione ad alunni attenti;
  • un gruppo di danzatori in cerchio in mezzo alla strada.

Da architetto, la cosa che colpisce è che il buon governo si vede nell’edilizia. Una città ben amministrata costruisce, ripara, investe sul futuro. Una città mal governata, lo vedremo, crolla.

Effetti del buon governo in campagna

Fuori dalle mura: campi coltivati, contadini che seminano e mietono, mercanti che arrivano in città, nobili che vanno a caccia. Sopra la porta vola la Securitas (la Sicurtà). È una figura alata con un cartiglio che promette che ognuno possa camminare libero e senza paura. Nell’altra mano tiene una forca con un impiccato. La sicurezza secondo Lorenzetti: rassicurante con gli onesti, decisamente poco garantista con i criminali.

Allegoria del cattivo governo: analisi

Sulla parete ovest va in scena il mondo al contrario. È la parte più rovinata del ciclo: ampie lacune, e un angolo ridipinto da Andrea Vanni pochi decenni dopo. Ma si legge ancora benissimo.

La Tirannide e i suoi vizi

Al posto del Ben Comune siede la Tirannide: cornuta, con le zanne, dall’aspetto chiaramente diabolico. Sopra di lei volano Avarizia, Superbia e Vanagloria. Ai lati c’è il suo “governo ombra”: Crudeltà, Tradimento, Frode, Furore, Divisione e Guerra.

Ai piedi della Tirannide giace la Giustizia, legata e con la bilancia spezzata. Anche qui il ragionamento è da manuale: dove chi governa insegue il proprio interesse anziché quello comune, la giustizia è la prima a finire in catene.

Effetti del cattivo governo in città e in campagna

La città è in rovina: case diroccate, botteghe chiuse, soldati e violenze per strada. Gli unici a lavorare sono i fabbri, e fabbricano armi. In campagna i campi sono abbandonati, i villaggi bruciano, eserciti attraversano un territorio sterile.

Sopra tutto vola il Timor, la Paura, specchio esatto della Securitas: dove questa prometteva di camminare liberi, il Timor avverte che nessuno passa senza rischiare la vita. Nota per chi aveva letto la versione precedente di questo articolo: nell’affresco non c’è una figura della Morte. La protagonista della campagna mal governata è la Paura, e il risultato è persino più inquietante.

Il buon governo di Lorenzetti: analisi del messaggio politico

Perché questo ciclo è così studiato? Per almeno tre ragioni:

  1. È un’opera laica. In un’epoca di madonne e santi, il soggetto principale è l’amministrazione della città.
  2. È un ragionamento causa-effetto. Le virtù producono prosperità, i vizi producono rovina, e Lorenzetti lo dimostra con la stessa struttura su entrambi i lati della sala.
  3. Parla a chi comanda. I Nove si riunivano lì dentro. Ogni decisione veniva presa con la Pace da una parte e la Tirannide dall’altra a fare da promemoria.

C’è anche un risvolto amaro. Dieci anni dopo, nel 1348, la peste nera travolse Siena e uccise probabilmente lo stesso Lorenzetti. La città del buon governo non si sarebbe più ripresa del tutto. Il che non toglie valore al messaggio: lo rende, semmai, più urgente.

Qual è la tecnica dell’allegoria del buon governo?

È un ciclo ad affresco, ma non solo. Le indagini diagnostiche avviate con il restauro hanno confermato che Lorenzetti non lavorò interamente a fresco: alcune parti sono rifinite con altre tecniche, il che spiega perché certe zone si sono conservate peggio di altre. Il restauro è partito nel 2022. Se pensi di visitare la sala, controlla prima sul sito del Museo Civico di Siena lo stato del cantiere e gli orari.

allegoria del buon governo spiegazione ppt

Allegoria del buon governo: spiegazione ppt e schema pronto

Ed eccoci alla sezione per cui molti di voi sono arrivati qui. Nessun file da scaricare, ma qualcosa di meglio: una scaletta da 10 slide che potete costruire in un’ora, con contenuti verificati.

Scaletta per la presentazione (10 slide)

  1. Titolo: Allegoria ed effetti del buono e del cattivo governo. Ambrogio Lorenzetti, 1338-1339, Palazzo Pubblico di Siena.
  2. Contesto: il Governo dei Nove (1287-1355) e la Sala dei Nove dove si riunivano.
  3. Pianta della sala: le tre pareti (nord: allegoria del buon governo; est: effetti del buon governo; ovest: cattivo governo).
  4. Giustizia e Concordia: bilancia, corde, pialla, i 24 cittadini.
  5. Il Ben Comune: sigla CSCV, virtù teologali e virtù politiche, la Pace.
  6. Effetti del buon governo in città: botteghe, cantieri, scuola, danza.
  7. Effetti del buon governo in campagna: lavoro agricolo, commerci, la Securitas.
  8. Allegoria del cattivo governo: Tirannide, vizi, Giustizia legata.
  9. Effetti del cattivo governo: città in rovina, campagna devastata, il Timor.
  10. Conclusione: arte come programma politico, la peste del 1348, l’attualità del messaggio.

Consiglio da prof: una sola immagine grande per slide e massimo tre righe di testo. Il resto ditelo a voce, che è lì che si vede se avete capito.

Schema riassuntivo: buono vs cattivo governo

Buon governoCattivo governo
Chi comandaBen ComuneTirannide
Virtù o viziFede, Speranza, Carità; Pace, Fortezza, Prudenza, Magnanimità, Temperanza, GiustiziaAvarizia, Superbia, Vanagloria; Crudeltà, Tradimento, Frode, Furore, Divisione, Guerra
GiustiziaLibera, guida la ConcordiaLegata, bilancia spezzata
CittàBotteghe, cantieri, scuola, festaRovine, violenza, solo armi
CampagnaCampi coltivati, commerciTerre incolte, villaggi bruciati
Figura in voloSecuritasTimor

Stampatelo, appendetelo in sala insegnanti, e magari anche in qualche consiglio comunale.

 

Lascia un commento