Architetto Massimo Cella per l’Ordine degli Architetti di Milano, Elezioni 2021

Intervistiamo Massimo Cella, Architetto candidato all’Ordine degli Architetti di Milano nella lista 2125 OpenArch, insieme a Caterina Parrello, Edmondo Jonghi Lavarini, Alessandro Sassi, veterani della lista e già intervistati dal blog, sia quest’anno che 4 anni fa.

Andiamo alle domande….

1) Raccontaci di te. Età, provenienza, passioni, professione.

Sono milanese, architetto, titolare dello Studio professionale MASSIMOCELLA+Partners, Iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano dal 1998.

Durante gli studi universitari ho condotto varie esperienze negli Studi professionali milanesi e poi l’esperienza internazionale al Renzo Piano Building Workshop di Parigi, al Dipartimento di Planning del Comune di Birmingham e Associated Architects, poi il rientro a Milano, un Master alla Bocconi e tredici anni da Dirigente al Comune di Milano sui progetti di riqualificazione delle periferie, il Piano di Marketing territoriale della Città e la campagna per Expo 2015.

Conclusa l’esperienza nella PA dal 2012 ho riaperto il mio Studio professionale a Milano con il quale opero tutt’oggi nell’ambito della progettazione, della direzione lavori e del project management in ambito architettonico residenziale e terziario, mi sono occupato del Padiglione Estonia a Expo 2015, di Piani di Marketing territoriale per la Regione Lombardia e il Piano di riqualificazione dei Mercati Generali di Milano e la successiva realizzazione tutt’ora in corso.

2) Cosa ti ha spinto a scegliere la via dell’Architettura? Di cosa ti occupi? In cosa si differenzia il tuo approccio?

Un desiderio innato, la passione per la costruzione di luoghi e ambienti associata ad una buona manualità e capacità di espressione attraverso il disegno.

Credo nell’Architettura come servizio ai bisogni delle persone, alla loro vita, al loro lavoro e ai rapporti con altre persone, in una costante ricerca del bello ma senza autocelebrazioni

Ho appena finito di leggere un saggio di Deyan Sudjic “Architettura e Potere” dove un certo modo di fare architettura ne esce a pezzi, ecco quel modello di architetto e di architettura non mi appartiene e penso che non appartenga nemmeno alla ns categoria.

3) Cosa dovrebbe fare l’Ordine per il professionista? Cosa fa? Cosa vorresti che facesse?

Dal 2013 ho l’onore di far parte della Commissione Parcelle dell’Ordine degli Architetti e PPC della Provincia di Milano oltre a contribuire, sugli stessi temi, alla «Formazione professionale obbligatoria» e alla piattaforma «DIMMI».

Otto anni di cambiamento, dalla «Tariffa» al sistema «di libero mercato», abbiamo lavorato sulla formazione e sulla sensibilizzazione dei ns colleghi per abituarli ad operare nel nuovo scenario, si è passati dalla predominanza di richieste per vidimazione di parcella agli » Sportelli di consulenza gratuita», oramai oltre 200 agni anno, con i quali supportiamo i professionisti ad affrontare preventivamente le difficoltà della gestione del rapporto con il committente.

Alla vidimazione di parcella, oggi «Parere di congruità» abbiamo aggiunto l’istituto della «Valutazione tecnica» con cui consentire al Professionista una maggiore consapevolezza sulle sue spettanze negli accordi bonari con il Committente

L’Ordine dovrebbe investire maggiormente per la qualificazione dei nostri colleghi per consentire loro di operare al meglio sul mercato e verso i propri clienti.

4) Quali sono le problematiche della professione che ritieni di maggior urgenza?

Sin qui l’Ordine ha operato come se ancora fossimo nel secolo scorso, per tradizione, per cultura, ma il mondo è cambiato e sta cambiando ancora più velocemente, l’Ordine deve avere più coraggio e con lo strumento della Fondazione osare ed assumere posizioni forti e nette nei confronti di istituzioni e mercato di riferimento.

La lista 2125 OpenArch su Linkedin

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