Scienza delle costruzioni “for dummies”? il miglior libro, intervista all’autore

Nella mia ricerca di libri di testo semplici per gli studenti di cui sono tutor, ho trovato questa piccola perla. Mi hanno colpito, in particolare, le recensioni su Amazon, e quindi ho deciso di intervistare l’autore. Il libro si chiama “Il gioco delle forze”, e ha l’ambizione di spiegare in modo semplice la statica e la scienza delle costruzioni. L’autore è l’Ing. Vincenzo Defina Saponara.

il gioco delle forze vincenzo defina saponara

Ciao Vincenzo, dicci qualcosa di te e del tuo percorso di studi.

All’età di 17 anni mi sono iscritto al corso di ingegneria civile ad indirizzo strutture presso l’università degli studi di Firenze. Volevo fare il calciatore professionista, ma non ci sono riuscito. Ingegneria era per me una specie di riscatto, di rivalsa. Volevo mettermi alla prova fissando un goal alto. Ci sono riuscito concludendo con una tesi sul Palazzetto dello Sport di Nervi. Per la cronaca non ho mai fatto l’ingegnere. Mi occupo di tutt’altro, ma il percorso fatto mi ha dato disciplina e rigore. 

Ora che ci penso, uno dei miei insegnanti di scienza delle costruzioni era anche un pianista classico, e quello di tecnica invece era un metallaro. Ora leggo che anche tu suoni…. Dici che ci sia un legame o è una paranoia da complottari?

Suono la chitarra elettrica da quando ero bambino. La musica regala emozioni, ha in sè rigore e disciplina, elementi analoghi al mondo della progettazione strutturale. Sono un fan dell’etica e dell’estetica e in Italia abbiamo avuto Nervi e Musmeci che hanno fatto scuola, costruendo opere di autentica armonia e bellezza. Non a caso nell’elenco bibliografico de Il Gioco delle Forze ho inserito  sia “La Statica e le Strutture” di Sergio Musmeci sia “Come funziona la musica” di John Powell.

 

Se desiderate comprare il libro, comprarlo da questo sito potrebbe aiutare a crescerlo, e a fare interviste interessanti simile a questa 😀

Il libro è disponibile a questo link:

 

Statica, Scienza delle Costruzioni, Tecnica delle costruzioni, Cinematica, Meccanica dei Solidi, Dinamica…molti ancora li confondono (si vede anche dagli annunci di studenti che cercano disperatamente un Tutor!)…facciamo chiarezza!

In realtà fanno parte di un unico grande percorso di formazione. Le facoltà dividono in blocchi che, spesso, sono percepiti come separati. L’università andava riformata, ma non nei modi in cui l’hanno fatto. Statica Cinematica e Scienza sono un unico corpus propedeutico alla progettazione delle strutture per la quale occorre conoscere sia la tecnica delle costruzioni, sia il comportamento dinamico per completare l’iter di verifica sismica.

Come è venuta l’idea di scrivere un libro che ha come tema la “scienza delle costruzioni for dummies”?

Come dicevo, non svolgo la professione di ingegnere, ma negli anni ho aiutato qualche amico con alcune ripetizioni e mi sono detto: possibile che ancora c’è il terrore di queste materie? Spulciando nei cataloghi ho notato che c’era un buco editoriale, mancava un testo easy di statica e scienza delle costruzioni da “leggere sotto l’ombrellone”. E far passare la paura. Così è nato Il Giocodelle Forze.

Diversamente da altre discipline, è difficile trovare buoni testi sull’argomento: è come se ci fossero i testi di alcuni “autori storici”, e che sia difficile trovare materiale più moderno e facile da metabolizzare: perché avviene questo?

Le materie di cui parliamo hanno un rigore e un formalismo necessario, inevitabile. Il Gioco delle Forze è nato come porta di accesso.

Alla facoltà di Architettura in molti avevano difficoltà con questa materia e quelle ad essa connesse (Statica, Tecnica delle costruzioni, Laboratorio di Costruzioni). Persino gli studenti che provengono dal Geometra rischiano di non farcela, nonostante abbiano studiato l’argomento durante tutto il triennio. Da cosa dipende?

Innanzitutto serve una conoscenza di base dell’analisi, della trigonometria e della fisica elementare, ma spesso manca la capacità di fare analogie. La trave si comporta come un rametto di legno o una penna. Tutto ciò che ci circonda obbedisce alle regole della statica e della scienza delle costruzioni. Se si usasse meno lo smartphone e si osservasse empiricamente la realtà diventerebbero di colpo materie facili. Del resto i vari Cauchy, Navier, Poisson avevano grande senso pratico e di osservazione grazie al quale modellavano i comportamenti reali.
Noi ci ritroviamo tutto questo patrimonio di conoscenza che è elementare, frutto di menti geniali, intuitive. Non stiamo parlando dei buchi neri di Hawking o delle funzioni d’onda di Schrödinger.

Ho scoperto il libro per caso, googolando “statica for dummies”, mentre cercavo libri semplici per i miei studenti. Eppure credo sia un libro utile anche per chi questi temi li ha studiati e vuole migliorare il modo di trasmettere queste conoscenze a chi non ha iniziato a studiarli col piede giusto, o non è stato opportunamente seguito…ma potrebbe esserlo anche per chi ha studiato tanto tempo fa, ed è nel mondo del lavoro da tanto tempo: chi sono, quindi, i destinatari per cui hai pensato questo testo?

Ti confermo che tra i tanti acquirenti ci sono  architetti di professione a cui il libro ha fatto passare i brutti ricordi del periodo universitario. Hanno finalmente fatto pace col passato.

Che consiglio daresti ad un ragazzo del CAT (Geometra) che sta per affrontare questa materia nel secondo biennio, o a un novello iscritto/a ad Architettura o Ingegneria? Come equipaggiarsi a dovere? (oltre all’acquisto del tuo libro…si intende!)

Riprendere i libri delle superiori di matematica e fisica, ripassando la trigonometria, le funzioni elementari e le leggi principali della meccanica dei solidi.

Gli sviluppi futuri di questa disciplina?

Siamo sicuramente alla fine di un’era. Come sono sparite le lingue antiche dai licei, così Statica e Scienza saranno ridotte ad un unico corso semplificato, nozionistico. Sono certo che fra quindici o venti anni le strutture saranno realizzate con un’app dal cliente che ottimizzerà il processo progettuale autonomamente. E gli ingegneri e gli architetti saranno quasi solo direttori di cantiere. O diventeranno poeti…

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