S.o.s.: come fare un Portfolio per Laurea in Architettura (Polimi e non)

Innanzitutto, chi sono, e perché ho scritto questa guida gratuita sul Portfolio di Architettura

Salve, sono un architetto  con esperienza decennale nell’insegnamento a studenti giovanissimi (medie e superiori) e meno giovani (universitari) che abbiano bisogno di aiuto nelle materie legate all’architettura, o di trovare un metodo di studio. Inoltre, mi occupo da 15 anni di grafica e personal branding.
ho tenuto il corso “Architect On Web”, che rilasciava crediti formativi per l’Ordine Architetti Milano. Generalmente, i miei studenti sono architetti neolaureati che hanno bisogno di orientamento, lezioni di grafica, idee per promuoversi

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E adesso….ecco tutti i miei consigli per fare un portfolio efficace!

 

Sei alle prese con la creazione di un portfolio, di un curriculum vitae grafico, di un volantino? Risolvi il problema in tre step: impara i trucchi per fare un progetto grafico, scegli i programmi open source da usare, pubblica il tuo lavoro nelle vetrine più efficaci.

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Sono passati anni da quando ho trattato il tema. Si trattava di un articolo in cui, in realtà, univo due temi connessi tra loro: presidiare i social coi propri lavori, e presentarli tramite alcune nozioni di grafica, impaginazione, e comodissimi programmi opensource disponibili sia per mac, che per pc, che ovviamente per chi usa linux.

Partiamo dal principio: se siete neolaureati, o in cerca di lavoro, o se vi siete diplomati in una scuola a indirizzo artistico o grafico, il primo step può essere costruire un portfolio da allegare al curriculum vitae, e anche quest’ultimo può essere un cv grafico.

Spesso i percorsi di studi non ci formano su come presentare un progetto, un’idea, un percorso di studi o i nostri lavori: sono così impegnati ad insegnarci a fare le cose, che si dimenticano la parte fondamentale: come “comunicare” le proprie idee, o il lavoro che si è fatto in passato.

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Imparare l’arte della grafica con un piccolo manuale eccezionale

Prima di addentrarci nei tecnicismi relativi a quali software usare, e su quali social visuali presentare il proprio portfolio, inizio consigliando un libro fondamentale.
L’autrice è Robin Williams (ebbene si: un’omonima del comico americano), e il libro si chiama “Imparo l’arte della grafica. Le basi dell’impaginazione e della tipografia”.
Il libro non è destinato a professionisti della grafica o della tipografia, ma a studenti, lavoratori e freelance che vogliano acquisire le conoscenze necessarie a presentare in modo armonioso e professionale il proprio lavoro (tramite un vero e proprio “progetto grafico“, che sia una newsletter, un opuscolo informativo, un annuncio pubblicitario, una presentazione in slide di una lezione, l’esposizione di dati statistici, un curriculum vitae, un biglietto da visita e molto altro.

In poche pagine, illustrate in modo chiaro, l’autrice inizia con spiegarci quattro princìpi che è necessario conoscere per impaginare gli elementi in modo armonioso ed ottenere un risultato otticamente gradevole: la vicinanza, l’allineamento, la ripetizione e il contrasto.
La trattazione è corredata sa una serie di esempi positivi e negativi e di esercizi a verifica della comprensione da parte del lettore.

Si passa quindi ad una seconda parte, in cui l’autrice tratta le regole principali relative all’utilizzo del colore, differenziando gli utilizzi destinati alla grafica per la stampa e quelli destinati alla grafica web. Si tratta di un vero prontuario da consultare volta per volta durante i primi lavori.

Dopo un breve capitolo che suggerisce alcuni spunti per manifesti, copertine di riviste, packagevolantini e carte intestatebruchure e dépliant, ma anche newsletter e altri lavori destinati al web, l’autrice passa alla trattazione relativa ai font e al loro utilizzo. Dopo aver ribadito le basi della tipografia, spiega che i diversi tipi di carattere (font), possono affiancarsi all’interno della stessa opera grafica in una relazione di concordanza, conflittuale, o contrastante.
Infine, l’autrice spiega che esistono varie “famiglie” di font (Oldstyle, Modern, Slab serif, Sans serif, Script e Decorativi, suggerendo anche questa volta degli esercizi per verificare la comprensione da parte di lettori e lettrici.
Infine, dà una serie di suggerimenti per creare il necessario contrasto tra i font scelti, basandosi su diverse dimensioni, peso, sfruttura, forma, direzione e colore.
Il libro si conclude con una serie di esercizi.

Scegliere i programmi open source

Recepito “in che modo” presentare il lavoro, rimane da capire quali strumenti informatici usare. Sarebbe comodo per me consigliare il pacchetto Adobe, che forse qualcuno di voi, che è ancora studente, ha in dotazione dal proprio ateneo. In realtà sono qui per suggerirvi tre alternative ad Adobe, veloci da scaricare, altamente compatibili con tutti i sistemi operativi, sempre aggiornate, e che vi permetteranno di presentare il vostro lavoro in modo accattivante e professionale.

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Il primo programma è un’alternativa al programma di fotoritocco e grafica raster Photoshop: si tratta del programma GIMP, uscito recentemente con una nuova versione dal layout fresco e agevole.
E’ anche facile trovare guide online per imparare ad usarlo.

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Se invece vi interessa la grafica vettoriale, e il logo design, il programma che fa al caso vostro è Inkscape, alternativa opensource di Illustrator. Anche questo programma è estremamente userfriendly e non avrete problemi a trovare guide online, anche molto sintetiche ed efficaci. Sarà possibile ideare un logo.
Anche per la creazione di loghi, mi permetto di segnalarvi una piccola bibliografia (solo osservando si può maturare un gusto):
Il libro del graphic design
Deconstructing logo design

 

Infine, andiamo all’impaginazione: esiste un’efficace e comodo programma opensource che sostituisce magistralmente Adobe Indesign: si tratta di Scribus. Anche in questo caso, il programma ha un layout comodo e facile da utilizzare, è semplice reperire delle guide e vi permetterà di sperimentare con l’impaginazione, riuscendo anche a fare alcune operazioni di modifica delle immagini se necessario (anche se volendo può essere collegato a Gimp), e piccoli elementi di grafica vettoriale.

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Pubblicare il portfolio

Veniamo infine al “dove” pubblicare il proprio portfolio.
Se è necessario averne sempre delle versioni cartacee da distribuire all’occorrenza, è anche necessario presidiare i social pensati per la nostra categoria professionale.

Inizio col consigliare Behance, social networks legato ad Adobe e vetrina di molti professionisti del “visual”.
Proseguo con ArchiLovers, social di settore, molto di nicchia ma ben indicizzato. Vale la pena inserire anche lì il proprio portfolio.
Interessante, anche se con un taglio più alternativo e con uno sguardo all’estero, Deviant Art, soprattutto per generare collaborazioni e condivisione.
Per chi avesse anche materiale saggistico, consigliatissimo il social Academia.
Interessanti anche Pinterest e Issuu.

Ovunque voi pubblichiate il vostro curriculum vitae, il vostro portfolio, o i vostri volantini, l’importante è ricordarsi di mettere chiari riferimenti per permettere a chiunque, anche non iscritto ad un social, che potrebbe capitare sul vostro profilo dai motori di ricerca, un rapido contatto.

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