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Fotografi ritrattisti italiani contemporanei: 7 fotografi che ti guardano dentro (e poi ti mettono a fuoco)

Quando la fotografia di ritratto ti smonta (e poi ti rimonta meglio di prima)

La fotografia di ritratto, oggi, non è più solo quella cosa da studio con sfondo grigio topo e luci sparate negli occhi come se stessi per confessare un crimine. No. Oggi il ritratto contemporaneo è una specie di esorcismo estetico: ti guarda, ti scompone, ti prende un difetto e lo trasforma in narrazione visiva. E i fotografi ritrattisti italiani lo fanno con una maestria che – diciamolo – i cugini francesi possono solo sognarsi (mentre si autocelebrano con baguette e analogico vintage).

Ma chi sono questi ritrattisti contemporanei che ti fissano con l’obiettivo e ti mettono a nudo più di uno psicologo in seduta doppia? E perché dovremmo conoscerli, seguirli, magari anche farci ritrarre da loro (se sopravviviamo al preventivo)? Eccoli: sette nomi, sette stili, sette modi diversi di fare a pezzi l’anima. E ricomporla in jpeg ad alta definizione.

ritrattisti italiani contemporanei

1. Lorenzo Castore, l’intimista analogico che fotografa le anime, mica le facce

Castore è uno di quei fotografi italiani contemporanei che, se lo incroci, pensi: “questo scatta solo su pellicola e probabilmente ascolta Nick Cave mentre sviluppa in bagno”. E infatti. Il suo è un lavoro che parte dalla memoria personale, ma arriva a qualcosa di universale. Scatti in bianco e nero, grana evidente, atmosfere dense. Castore ti guarda dentro e tira fuori il tuo doppio: quello che non posti su Instagram.

📸 Da vedere: “Sogno #5” – un viaggio visivo che è metà incubo, metà poesia post-industriale.


2. Francesca Woodman? No, Silvia Camporesi: visioni oniriche Made in Forlì

Silvia Camporesi ha preso il concetto di ritratto artistico e ci ha messo dentro una dose letale di simbolismo, teatro, e mistero. Anche quando non ritrae volti in senso stretto, lo fa: fotografa luoghi, oggetti, corpi, ma parla sempre di identità. Di quella cosa mobile e sfuggente che chiamiamo “sé”. È una delle ritrattiste italiane contemporanee che non ti fa sorridere davanti all’obiettivo, ma ti costringe a farti domande.

🎭 Mostre da spulciare: “Atlas Italiae” – una mappa dell’Italia interiore, più che geografica.


3. Paolo Roversi, il poeta della luce (con residenza fissa a Parigi ma cuore emiliano)

Sì, è vero, è uno dei più famosi fotografi ritrattisti contemporanei a livello mondiale, ma è italianissimo. E ancora più vero: è stato adottato dalla moda (Dior, Vogue, eccetera). Ma i suoi ritratti vanno ben oltre il glamour: sono eterei, fuori dal tempo, spesso mossi, mai patinati. Usa la polaroid formato 20×25 come un pennello. Altro che pittori ritrattisti contemporanei: qui si scolpisce la luce.

🌫️ Consigliato: la sua serie con Natalia Vodianova. Sembra Vermeer sotto acido.

fotografi ritrattisti italiani


4. Giulia Bersani, tra selfie esistenziali e sguardi vulnerabili

Classe 1990, milanese, autodidatta, Giulia Bersani è l’esempio perfetto di come la fotografia di ritratto contemporanea possa passare per Instagram, ma senza diventare banale. I suoi ritratti – spesso di sé, spesso dellə suə amicə – sono crudi, poetici, intimi. I colori pastello sembrano carezze, ma raccontano inquietudini belle pesanti. Una voce importante tra i fotografi ritrattisti italiani under 40.

💔 Progetto da cercare: “Self-portrait while crying” – sì, fa esattamente quello che promette.


 

5. Jacopo Benassi, il punk della camera oscura

Benassi ti guarda male, ti fotografa peggio, e tu lo ringrazi. Sembra uscito da un rave del ’95 e invece è uno dei ritrattisti italiani più radicali e coerenti in circolazione. Scatta con il flash sparato in faccia, fondali cheap, e una brutalità estetica che però… funziona. Perché è vera. I suoi ritratti non cercano bellezza, cercano identità. E spesso la trovano dove non dovrebbe esserci.

🔥 Mostra cult: “The Belt” – una serie di ritratti della scena underground italiana.


6. Simone Bramante aka @brahmino, il narratore visivo da mille e una storia

Attenzione, qui si apre il capitolo “Instagram-friendly ma con sostanza”. Bramante ha portato la fotografia ritrattistica nel mondo delle fiabe visive, mescolando scenari mozzafiato, narrazione e una direzione artistica impeccabile. È più storyteller che fotografo, ma i suoi ritratti funzionano: evocano storie che non esistono, ma che vorresti vivere.

Da seguire: il suo profilo IG, ovviamente. Ma anche i lavori per brand importanti, dove il marketing si fa emozione.

Fotografi famosi italiani


7. Lorenzo Vitturi, quando il ritratto diventa installazione

Lui prende un volto, ci costruisce intorno un set con oggetti improbabili (banane, corde, pelli, piume) e lo trasforma in una scultura pop-surrealista. Nato come fotografo, Vitturi è anche scultore e scenografo, e si vede. I suoi ritratti sono ibridi, composizioni totali. Il soggetto c’è, ma è solo un pretesto per parlare di identità, globalizzazione, estetiche ibride. Un fotografo ritrattista contemporaneo per chi ha stomaco (e occhi) allenati.

🧃 Progetto iconico: “Dalston Anatomy” – mercato londinese, colori in overdose, volti mascherati di bellezza.


Perché dovremmo guardare questi ritratti (prima che sia l’algoritmo a farlo per noi)

In un’epoca in cui il ritratto lo fa anche il frigorifero smart con l’IA integrata, questi grandi fotografi italiani contemporanei ci ricordano che fermare un volto – davvero – è un atto profondo. Intimo. A volte scomodo. E molto spesso artistico. Guardare un ritratto ben fatto è come rileggere una vecchia chat con qualcuno che ci ha spezzato il cuore: si ride, si piange, e si capisce qualcosa in più.

E se proprio non volete farvi ritrarre da loro (spoiler: vi costerebbe quanto una panda usata), almeno seguiteli. Studiate come lavorano. Perché la fotografia di ritratto contemporanea non è morta. È solo diventata più strana, più vera, più nostra.

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