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Tavole di concorso architettura: come impaginarle senza farsi odiare dalla giuria

Le tavole di concorso architettura sono il momento in cui mesi di idee devono stare su pochi fogli, e convincere una giuria che di tavole ne guarda centinaia. Chi è passato da una facoltà di architettura conosce il rito: notti a spostare un render di due millimetri, il font cambiato per la quarta volta, la stampante che si inceppa all’alba. In questa guida vediamo cosa mettere nelle tavole, come costruire la tavola concept, come impaginare tavole tecniche e di urbanistica, cosa scrivere nel cartiglio. Ci sono anche tre esempi di layout da usare subito.

Sono Nath Bonnì: docente di ruolo, architetto abilitato e formatore per la preparazione ai test TOLC-I ingegneria, design e architettura. Le tavole le ho fatte, corrette e giudicate. Quindi sì, ho visto cose.

 

tavole concorsi architettura
pexels.com/it-it/foto/progetto-di-disegno-maschio-costruttore-su-rotolo-di-carta-3760529/

 

Cosa sono le tavole di architettura (e cosa cambia in un concorso)

Le tavole di architettura sono gli elaborati grafici che raccontano un progetto: piante, prospetti, sezioni, planimetrie, dettagli, viste e diagrammi, organizzati su fogli di formato standard. Servono a comunicare un’architettura che ancora non esiste. Quindi non basta che siano corrette: devono anche farsi capire.

In un concorso cambia il lettore. All’esame il professore conosce il tuo progetto da settimane. In un concorso la giuria lo scopre in pochi minuti, senza di te accanto a spiegarlo. La tavola deve parlare da sola.

Tavole di progetto: cosa contengono

Una serie di tavole di progetto architettonico copre di solito, in quest’ordine logico:

  • inquadramento: contesto, planimetria generale, rapporto con il sito;
  • concept: l’idea guida, con diagrammi e schemi;
  • progetto: piante, prospetti e sezioni nelle scale richieste;
  • approfondimento: dettagli costruttivi, materiali, soluzioni tecniche;
  • viste: render, fotoinserimenti, schizzi.

Non è una legge, ma è l’ordine in cui un cervello umano capisce un edificio: prima dove, poi perché, poi come.

Tavole di concorso architettura: cosa chiede davvero il bando

Prima regola delle tavole da concorso architettura: il bando ha sempre ragione. Ogni bando fissa numero di tavole, formato, orientamento, scale e contenuti minimi, e va letto con la stessa attenzione di un contratto. Non è un caso: lo è quasi.

Formati, orientamento e numero di tavole

Il formato più diffuso è l’A1 (594 × 841 mm), seguito dall’A0 (841 × 1189 mm). Molti bandi chiedono serie da 2 a 4 tavole, ma il numero varia molto. Alcuni impongono la scala delle piante, altri lasciano libera la rappresentazione e chiedono solo di rispettare il formato.

Attenzione all’orientamento. Se il bando chiede tavole verticali e tu consegni orizzontale, il tuo capolavoro diventa un problema di esclusione, non di gusto.

Consegna digitale: progetta per lo schermo

Sempre più concorsi si svolgono in modalità telematica e la giuria guarda i PDF a monitor prima ancora delle stampe. Conseguenza pratica: controlla la tavola zoomata al 100% (testi e linee) e a schermo intero (gerarchia generale). Se a colpo d’occhio non capisci qual è l’immagine principale, non lo capirà nemmeno la giuria.

Anonimato: niente nomi, niente loghi, niente “firme”

I concorsi di progettazione sono anonimi. Sulle tavole non devono comparire nomi, loghi di studio, sigle riconoscibili o metadati nel PDF che riportino il tuo nome. Controlla anche il campo “autore” del file, che è un classico tradimento silenzioso. Se il bando prevede un codice alfanumerico identificativo, va riportato esattamente nella posizione indicata.

Concept tavole architettura: come costruire la tavola concept

La tavola concept è quella che la giuria guarda per prima e ricorda per ultima. Il suo compito è uno solo: spiegare l’idea in meno di trenta secondi. Se serve un paragrafo per capirla, il concept non è chiaro, o non è disegnato bene.

Gli schemi concept che funzionano

Una tavola concept architettura efficace di solito usa una sequenza di diagrammi che mostra la genesi della forma. Ecco una struttura pronta:

  1. Il sito così com’è: volume dell’area, vincoli, percorsi esistenti.
  2. Il problema: cosa non funziona (un vuoto urbano, un fronte cieco, un flusso interrotto).
  3. La mossa: l’operazione principale (scavare, sollevare, ruotare, spezzare il volume).
  4. La conseguenza: cosa produce la mossa (una piazza, un affaccio, un percorso).
  5. Il risultato: il volume finale, con la stessa vista assonometrica dei diagrammi precedenti.

Il trucco è la coerenza: stessa vista, stessa scala, stesso stile grafico per tutti i diagrammi. Cambia solo l’oggetto. Così l’occhio legge la sequenza come un’animazione.

La tavola manifesto

Alcuni progettisti aprono la serie con una tavola manifesto: un’immagine forte (un render, uno schizzo, un fotomontaggio) più una frase-concept di una riga. Funziona quando l’idea è davvero sintetizzabile. Se la frase richiede tre subordinate, torna alla sequenza di diagrammi.

 

concept urbanistica
unsplash.com/it/foto/3QzMBrvCeyQ

 

Esempi di impaginazione tavole architettura: tre layout collaudati

Ecco tre schemi da adattare, pensati per una serie di tavole A1.

Layout A: l’immagine dominante

Un render o un fotoinserimento occupa circa i due terzi superiori della tavola. Sotto, una fascia con planimetria e due o tre diagrammi concept. È il layout ideale per la prima tavola di un concorso: impatto immediato, lettura in due tempi.

Layout B: la griglia a moduli

Dividi la tavola in una griglia di 6 moduli (2 righe × 3 colonne) con margini e spaziature costanti. I disegni tecnici occupano 1, 2 o 4 moduli; i testi stanno sempre nella stessa colonna. Perfetto per le tavole con piante e sezioni, perché impone ordine anche quando i contenuti sono tanti.

Layout C: la striscia continua

Su una serie di tavole affiancate, una fascia orizzontale (per esempio una sezione territoriale o un prospetto urbano) attraversa tutti i fogli alla stessa altezza. Quando la giuria appende le tavole una accanto all’altra, la serie diventa un unico racconto. Effetto garantito, a patto che i fogli siano allineati al millimetro.

In tutti e tre i casi, fissa prima la griglia e poi riempila. Al contrario si ottiene un collage. Bello, a volte, ma non quello che serve.

Tavole tecniche: chiarezza prima di tutto

Le tavole tecniche sono quelle che dimostrano che il progetto sta in piedi. Sembrano la parte noiosa, ma per una giuria tecnica sono spesso le più lette.

Tavole tecniche architettura

Nelle tavole tecniche di architettura (piante, prospetti, sezioni, dettagli) contano tre cose:

  • gerarchia degli spessori: linee di sezione più spesse, proiezioni più sottili, arredi e quote leggerissimi;
  • scala dichiarata e scala grafica (indispensabile se la tavola verrà ridotta o vista a schermo);
  • allineamenti: piante e sezioni corrispondenti devono stare sulla stessa verticale o orizzontale, così il confronto è immediato.

Tavole tecniche design

Nelle tavole tecniche di design di prodotto la logica è simile, ma gli strumenti cambiano. Proiezioni ortogonali quotate, esplosi assonometrici per le componenti, sezioni sui punti critici, tabella materiali e finiture. Un esploso fatto bene vale più di tre render: mostra che hai pensato a come l’oggetto si costruisce, non solo a come appare.

tavole di concorso architettura
unsplash.com/it/foto/HN1roKF-DS4

Impaginazione tavole urbanistica: dalla scala territoriale al dettaglio

Le tavole di urbanistica raccontano una visione: un quartiere, un sistema di spazi pubblici, una trasformazione nel tempo. Il rischio è il sovraccarico. Mappe su mappe, legende infinite, quaranta colori.

Come organizzare le tavole urbanistica

L’impaginazione delle tavole di urbanistica funziona meglio con un percorso dall’alto verso il basso, dal grande al piccolo:

  1. inquadramento territoriale (scala 1:5000 o superiore, se il bando lo consente);
  2. masterplan, il cuore della tavola, nella posizione più visibile;
  3. sistemi tematici in piccole mappe affiancate: verde, mobilità, funzioni, fasi;
  4. zoom su un ambito con planivolumetrico, sezione stradale e vista a volo d’uccello.

Le mappe tematiche funzionano meglio come “piccoli multipli”: stessa base, stessa scala, un solo tema evidenziato per mappa.

Errori comuni nelle tavole di urbanistica

  • Troppi colori: scegli una palette di 4-5 tinte legata al concept e usa il grigio per tutto il resto.
  • Legende enciclopediche: se la legenda ha più voci della mappa, la mappa va semplificata.
  • Testi minuscoli: ridurre il corpo per far stare tutto è la scorciatoia più punita. Taglia il testo, non i punti tipografici.
  • Basi cartografiche troppo scure: la base deve stare un passo indietro, il progetto un passo avanti.

Cartiglio e testalino nelle tavole di architettura

Il cartiglio è il riquadro con i dati identificativi della tavola. Esiste anche una norma tecnica internazionale, la UNI EN ISO 7200, che definisce i campi dati dei cartigli per la documentazione tecnica.

Cosa scrivere nel cartiglio (esami e tavole tesi architettura)

Per un esame o per le tavole di tesi di architettura il cartiglio contiene di solito:

  • titolo del progetto e numero della tavola (es. “Tav. 03 di 08”);
  • contenuto della tavola (es. “Piante piano terra e primo”);
  • scala o scale;
  • nome del candidato, corso, relatore o docente;
  • data.

Il testalino (o testatina) è invece la fascia in alto o in basso, ripetuta su tutte le tavole, con il titolo del progetto e la numerazione. Dà identità alla serie e permette di riconoscere la tavola anche quando viene staccata dalle altre.

Il cartiglio nelle tavole di concorso

Nei concorsi il cartiglio si svuota: niente nome, niente università, niente studio. Restano il titolo del concorso, il numero della tavola ed eventualmente il codice identificativo richiesto dal bando. Il testalino, però, resta utilissimo: è ciò che lega visivamente le tavole della serie.

Checklist finale prima della consegna

Prima di caricare o stampare, controlla:

  • formato, orientamento e numero di tavole sono quelli del bando;
  • nessun nome, logo o metadato riconoscibile nei file;
  • ogni tavola ha un’immagine dominante chiara;
  • la sequenza concept si capisce senza leggere i testi;
  • scale dichiarate e scala grafica presenti;
  • testi leggibili a schermo e in stampa ridotta (prova un A3: se lì non si legge nulla, c’è un problema);
  • testalino e numerazione coerenti su tutta la serie.

Vuoi un parere sulle tue tavole? Contattami

Se sei arrivato fin qui, le tue tavole di concorso le vuoi fare bene sul serio. Se ti serve una revisione dell’impaginazione, un confronto sul concept o una mano a capire cosa chiede un bando, contattami. Trasformiamo il tuo progetto in qualcosa che la giuria abbia voglia di guardare fino in fondo.

[mantieni qui il blocco recensioni:

L' Architetto Bonni' svolge le sue attività con passione e competenza. Per quando riguarda le lezioni di matematica è capace di far comprendere la materia in maniera semplice ed... read more

Gabriele Dragotto Avatar Gabriele Dragotto
14 Novembre 2020

Nath è veramente brava e preparata! Già ho fatto qualche lezione per preparami al test di design e penso che ne farò altre ancora

Fabiana Torlo Avatar Fabiana Torlo
14 Agosto 2023

La mia esperienza formativa con Nath è stata molto positiva. Se dovessi avere necessità nuovamente in futuro, so già a chi rivolgermi!

Nemo XX Avatar Nemo XX
14 Gennaio 2023
]

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Leggi anche: Impaginazione tavole architettura: 4 consigli per architetti e designer

Fonti delle immagini utilizzate

pexels.com/it-it/foto/tre-persone-sedute-accanto-al-tavolo-416405/

pexels.com/it-it/foto/progetto-di-disegno-maschio-costruttore-su-rotolo-di-carta-3760529/

unsplash.com/it/@mirandanef?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash

unsplash.com/it/@marvelous?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash

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