Vai al contenuto
Home » Irriverender di Nath Bonnì: Seo Specialist Blog » Film sull’architettura: i film su architetti, città ed edifici da non perdere

Film sull’architettura: i film su architetti, città ed edifici da non perdere

I film sull’architettura sono una trappola deliziosa. Entri per la trama ed esci guardando i soffitti di casa tua con sospetto. Da architetto di formazione ti dico una cosa: nessun corso di storia dell’architettura vi ha mai fatto desiderare una villa a Capri come ci riesce Godard in un’inquadratura.

Qui trovi una selezione ragionata: film su architetti (veri, inventati, disperati), film in cui l’edificio ruba la scena agli attori, documentari e una lista per chi studia architettura. Ho verificato titolo per titolo. Il cinema sull’architettura è pieno di leggende metropolitane, e qui non ne trovi.

 

Film che parlano di architettura alcune pellicole
pexels.com/it-it/foto/citta-notte-skyline-edifici-7368342/

 

Architettura e cinema: perché funzionano così bene insieme

Il cinema e l’architettura fanno lo stesso mestiere: organizzano lo spazio per farti provare qualcosa. Un corridoio lungo mette ansia. Una finestra a tutta parete promette libertà. Una scala che non finisce mai è un incubo, e Nolan lo sa benissimo.

Per questo i registi migliori non usano gli edifici come fondali. Li usano come personaggi. La casa di un film dice chi sei, quanto guadagni, cosa nascondi. Spesso lo dice prima ancora che l’attore apra bocca.

Film su architetti: storie di chi progetta (e soffre)

Se cerchi film su architetti, preparati a un dato statistico: al cinema l’architetto è quasi sempre un genio incompreso, un ossessivo o entrambe le cose. Pura finzione, ovviamente. Nessun architetto reale è mai stato ossessivo.

La fonte meravigliosa (1949): l’architetto che non scende a compromessi

Il capostipite. King Vidor porta sullo schermo il romanzo di Ayn Rand, con Gary Cooper nei panni di Howard Roark. Roark preferisce spaccare pietre in una cava piuttosto che aggiungere una colonna inutile a un suo progetto. Molti lo leggono come una versione idealizzata, quasi sovrumana, di Frank Lloyd Wright. Va visto anche solo per l’arringa finale in tribunale: un manifesto dell’individualismo che farà discutere qualunque gruppo di studio.

Il ventre dell’architetto (1987): Roma, Boullée e un mal di pancia esistenziale

Peter Greenaway manda a Roma l’architetto americano Stourley Kracklite (un enorme Brian Dennehy). Deve allestire una mostra su Étienne-Louis Boullée, il visionario del Settecento che progettò edifici quasi mai costruiti. Il Pantheon e il Vittoriano diventano presenze inquietanti, mentre il protagonista si sfalda insieme al suo stomaco. È un film colto, simmetrico fino alla mania. Pochi film hanno mostrato Roma così.

The Brutalist (2024): il sogno americano in cemento armato

Brady Corbet racconta László Tóth, architetto ebreo ungherese formato al Bauhaus. Sopravvissuto alla guerra, Tóth ricomincia da zero negli Stati Uniti. Il personaggio è inventato, ma il contesto storico è verissimo. Adrien Brody ci ha vinto il secondo Oscar come miglior attore. Dura circa tre ore e mezza: portati i popcorn e anche un panino.

Megalopolis (2024): l’architetto che ferma il tempo

Francis Ford Coppola lo ha finanziato di tasca propria, vendendo parte delle sue aziende vinicole. Adam Driver è Cesar Catilina, architetto geniale in una New Rome che somiglia molto a New York. Ha inventato un materiale da costruzione miracoloso, il Megalon, e sa fermare il tempo. Il film ha diviso la critica in due tifoserie. Per chi ama l’urbanistica utopica è comunque materiale da discussione infinita.

500 giorni insieme e Inception: architetti a tempo parziale

Due film che non parlano “di” architettura, ma ce l’hanno nel DNA. In 500 giorni insieme (2009) Tom ha studiato architettura ma scrive frasi per biglietti d’auguri, e il suo riscatto passa proprio dal tornare a progettare. In Inception (2010) Ariadne è una studentessa di architettura reclutata per disegnare i livelli dei sogni. Le scale impossibili e le città che si ripiegano sono una lezione di geometria travestita da blockbuster.

 

Film che parlano di architettura alcune pellicole 2
pexels.com/it-it/foto/vista-dall-alto-degli-edifici-della-citta-1126754/

Film sull’architettura in cui l’edificio ruba la scena

Metropolis (1927)

Fritz Lang ha definito come immaginiamo la città del futuro: grattacieli a strati, ricchi in alto e lavoratori sottoterra. Quasi cent’anni dopo, ogni città distopica del cinema gli paga ancora i diritti d’autore, almeno morali.

Mon oncle (1958) e Playtime (1967)

Jacques Tati è il miglior critico di architettura che abbia mai fatto ridere. In Mon oncle la Villa Arpel, bianca, asettica e con una fontana a forma di pesce, è stata costruita in studio. È la caricatura perfetta della casa moderna in cui si vive al servizio degli elettrodomestici. In Playtime Tati alza la posta con Tativille, un’intera città di vetro e acciaio costruita apposta per il film. Obbligatori per designer e architetti.

Il disprezzo (1963) e Villa Malaparte

Godard ambienta gran parte del finale del film, tratto dal romanzo di Moravia, a Villa Malaparte, a Capri. La casa ha una storia degna di un film a sé. Il progetto fu affidato al razionalista Adalberto Libera, ma Curzio Malaparte lo respinse e se la costruì a modo suo con un muratore locale. Il risultato è un parallelepipedo rosso su uno scoglio, con una scalinata-tetto diventata icona.

Blade Runner (1982)

Ridley Scott pesca a piene mani da Los Angeles. Gli esterni dell’appartamento di Deckard sono la Ennis House di Frank Lloyd Wright, con i suoi blocchi di cemento di ispirazione maya. Gli interni furono ricostruiti in studio. Il finale si gioca nel Bradbury Building, mentre la Union Station diventa la centrale di polizia. Architettura reale, futuro immaginario: la ricetta del cyberpunk.

Columbus (2017)

Il film più “da architetti” degli ultimi anni. Kogonada ambienta la storia a Columbus, in Indiana, cittadina piena di edifici modernisti firmati, tra gli altri, dai Saarinen. John Cho e Haley Lu Richardson passeggiano, parlano di edifici e di genitori, e ogni inquadratura sembra una tavola di progetto. Lento, sì. Bellissimo, anche.

Architettura italiana al cinema: speculazione e periferie

Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi dovrebbe essere proiettato in ogni consiglio comunale d’Italia. Rod Steiger è Edoardo Nottola, costruttore e consigliere comunale. Il crollo di un palazzo a Napoli scoperchia il sistema della speculazione edilizia. Leone d’oro a Venezia, e purtroppo sempre attuale.

Sessant’anni dopo, Sacro GRA (2013) di Gianfranco Rosi cambia prospettiva. Nasce da un’idea del paesaggista-urbanista Nicolò Bassetti, che ha percorso a piedi il Grande Raccordo Anulare di Roma. Racconta le vite che scorrono ai bordi dell’anello d’asfalto. È stato il primo documentario a vincere il Leone d’oro.

Documentari su architetti famosi

Se preferisci gli architetti veri, ecco tre documentari che valgono più di un esame di storia dell’architettura contemporanea:

  • My Architect (2003): Nathaniel Kahn indaga sul padre, Louis Kahn, morto nel 1974. Lo fa tra il Salk Institute e il Parlamento di Dacca, scoprendo una vita familiare tutt’altro che lineare. È stato candidato all’Oscar.
  • Sketches of Frank Gehry (2006): Sydney Pollack, amico di lunga data di Gehry, segue il processo che porta dallo schizzo al modellino di cartone, fino al Guggenheim di Bilbao. È l’ultimo film diretto da Pollack.
  • Koolhaas Houselife (2008): Ila Bêka e Louise Lemoine raccontano la Maison à Bordeaux di Rem Koolhaas attraverso la governante, Guadalupe Acedo, alle prese con infiltrazioni e piattaforme mobili. Il capolavoro visto da chi lo deve pulire: esilarante e istruttivo.

 

film di architettura

Edifici famosi nei film: i camei d’autore

A volte l’architettura fa solo una comparsata, ma memorabile. In The International (2009) di Tom Tykwer, la sparatoria più celebre avviene nel Guggenheim di New York di Frank Lloyd Wright. In realtà la rampa elicoidale è una replica a grandezza naturale costruita negli studi di Babelsberg: nessun museo avrebbe concesso tanta devastazione. In Il mondo non basta (1999), invece, James Bond apre il film davanti al Guggenheim di Bilbao di Frank Gehry, prima di lanciarsi da una finestra.

Film per architettura: cosa guardare se studi (o vuoi studiare) architettura

Se sei studente o stai preparando l’ingresso a una facoltà di architettura, ecco un percorso tematico. Non sostituisce i libri, ma allena l’occhio, che è la cosa che ti servirà di più:

  • La professione e i suoi dilemmi: La fonte meravigliosa, The Brutalist, My Architect
  • Il Movimento moderno, amato e preso in giro: Mon oncle, Playtime, Il disprezzo
  • Città e urbanistica: Metropolis, Le mani sulla città, Sacro GRA
  • Il processo progettuale: Sketches of Frank Gehry
  • Come si abitano davvero gli edifici: Koolhaas Houselife, Columbus

Un consiglio da prof: guardali con un quaderno accanto. Disegna una pianta, anche storta, della casa che vedi sullo schermo. È l’esercizio più sottovalutato del mondo.

Se ti appassiona il punto in cui cinema e architettura si incontrano, anche per progetti di comunicazione, didattica o design, scrivimi. Di film e di spazi parlo volentieri, e senza bisogno di ferma-tempo alla Megalopolis.

Fonti delle immagini utilizzate

pexels.com/it-it/foto/persone-edificio-architettura-usa-13821427/

pexels.com/it-it/foto/citta-notte-skyline-edifici-7368342/

pexels.com/it-it/foto/vista-dall-alto-degli-edifici-della-citta-1126754/

Rispondi

Scopri di più da Irriverender | Blog di Architettura e Seo Nerd di Nath Bonnì

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere