Piergiorgio Roveda e l’Open Source nel GIS

Intervista a Piergiorgio Roveda, pianificatore territoriale, esperto GIS, autore del progetto City Planner e appartenente al progetto GisTonic, impegnato, tramite i suoi tutorial, nella missione di diffondere la cultura Open Source nel mondo GIS.

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Ciao, parlaci di te: età, provenienza, professione, passioni

​Ciao sono Piergiorgio ho 37 anni e sono un Pianificatore territoriale, laureato nel 2007 al Politecnico di Milano. Ho sempre avuto la passione per l’informatica e per SimCity, il video game che tutti gli urban planner conoscono.
Forse è stato questo insieme di passioni che mi ha permesso di unire la classica urbanistica al mondo dei GIS. Associo sempre la mia figura professionale di Pianificatore territoriale a quella di GIS consultant, perché con entrambe ho sempre trovato spazio nel mondo lavorativo, dapprima come dipendente e da ormai 6 anni come libero professionista.​

Come hobby, ho sempre avuto il pallino della MTB, delle camminate e da quando il nostro telefonino si è evoluto, diciamo che riesco meglio nel tracciare i miei percorsi col GPS, piuttosto che fare le foto. In ogni caso questo hobby ho cercato di unirlo alla passione per i GIS ed insieme ad un gruppo di Milano, abbiamo creato il GIStonic, con cui stiamo sviluppando un GEOblog, un sito web basato su WordPress con un sofisticato GeoDatabase, il tutto OpenSource!

Cosa è il GIS?

​Nella descrizione precedente, ho dato per scontato che tutti conoscono i GIS, ma mi rendo conto che non è così. Quando si parla di GIS, acronimo di Geographic Information System, che in Italiano diventa Sistema Informativo territoriale, si parla di software che uniscono il disegno delle mappe a tabelle di dati, ovvero che ogni oggetto disegnato sulla mappa è associato a degli attributi alphanumerici, sempre disponibili ed indivisibili. Da questa base, questa relazione si può usare in svariati modi: per fare ricerche, per creare analisi e perfino per colorare le mappe. I GIS si possono inserire tra i software CAD, adatti al disegno tecnico e i software BIM, adatti alla grande scala; probabilmente i GIS sono molto simili, come logica ai BIM, ma ognuno ha la sua parte ben definiti nel mondo professionale.​
Google Maps è un GIS, ma non professionale!

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Quali figure professionali se ne occupano? Dal lavoro in campo ai software: raccontaci il processo di restituzione via GIS e l’utilizzo…

​Queste due domande le metto insieme perché possono essere diversi i profili che utilizzano i GIS, da cui derivano diverse professionalità:
con data entry​ si definiscono i soggetti che usano i GIS come database per inserire i dati e quando si inseriscono le informazioni nella tabella, possono anche inserire le informazioni sulla mappa, disegnando geometrie quali punti, linee e poligoni; questa mansione può diventare anche completamente dedicata al disegno della mappa, magari con un’inserimento minimo di informazioni, come codici o nomi delle vie;
i gis analyst si dedicano all’analisi dei dati, sia per una “pulizia” sia per fare ricerche sul territorio, leggendo ed incrociando i dati; infatti le funzioni di query, derivate dai database, sono anche di tipo relazionale e nel caso dei GIS anche spaziale;
i gis consultant, sono sempre passati dai primi due tipi e devono avere una tematica di base specifica: urbanisti, geologi, economisti, ingegneri; questo perchè è richiesto di avere una visione del progetto, con una certa finalità, come la tutela del territorio, pianificare una città, costruire infrastrutture; mentre i primi due profili hanno una preparazione generica da tecnico, con competenze informatiche, i gis consultant hanno delle mansioni che derivano dalla loro professione di base, che è differente per tipologia di incarico;
parallelamente ci sono i gis developers, che utilizzano le funzioni dei gis e mediante i linguaggi di programmazione, come basic, python, .net, java e linguaggi web creano delle applicazioni specifiche su misura per il cliente finale;
infine i GIS trasformano il dato in mappa, che si differenzia molto da una cartografia tecnica o da una foto aerea; queste mappe, vengono dette tematiche e possono essere utilizzate da utenti, non esperti di GIS, ma che hanno bisogno di queste rappresentazioni per proporre, discutere, decidere; questi utenti possono essere cittadini, che ad esempio usano Google Maps, per visualizzare informazioni sulla propria città, sia manager di azienda che analizzano aree di mercato o ad esempio territori di copertura agenti

Quali sono i software principali? E le alternative opensource?

​I software ​GIS più diffusi sono: ArcGIS di ESRI e MapInfo di PitneyBowes; QGis, però non è solo un’alternativa, perché non ha nulla di meno di questi due GIS più diffusi.
Per fare una comparazione tra questi 3 software, bisognerebbe scendere nel dettaglio di ogni specifico lavoro e comunque non si può dare più peso ad uno dei tre.
Le funzionalità di base sono simili, ma ciò che può essere un plus da attribuire a QGis si basa sul fatto che è Open Source e possono essere sviluppate applicazioni specifiche con linguaggi di programmazione che sono più diffusi; questo significa tante idee da usare e trasformare.

Ci racconti il tuo impegno nell’open source e nei tutorial? Sono disponibili in modo free?

Il mio impegno nell’open source, deriva dal fatto che con i GIS, quando si cerca qualcosa di più, si finisce a studiare per forza di cose, il mondo open source; in altri settori​ non è così, come ad esempio la grafica. Ho sempre potuto imparare da documentazione e forum trovati sul web e così ho iniziato a farlo anche io. La mia idea di condivisione, non è però a livello di sviluppo software, dove l’open source detta le regole, ma più che altro di metodo e questo mi ha permesso di ritagliarmi uno spazio tra il pubblico di internet, ben specifico “i GIS open source per la pianificazione territoriale”. All’inizio pubblicavo contenuti che risultavano difficili da seguire, forse anche perché ero un po’ inesperto e non sapevo fare l’insegnante. Col tempo però ho imparato a fare dei contenuti più semplici da spiegare, ma nello stesso tempo comunque di livello sopra il semplice utilizzo dei GIS. Ho cambiato anche la prospettiva, infatti invece di fare “corsi di QGis”, adesso faccio video del tipo “io QGis lo uso in questo modo”. I tutorial che eseguo sono del tutto free, chiedo soltanto una email di accesso, per visualizzare il materiale. Questa email è un po’ come l’iscrizione alla newsletter, che uso per fare comunicazioni sulle mie attività di condivisione.

intervista a cura di: Irriverender Bonnì, architetto e formatore

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