La notizia della morte di Julian McMahon il 2 luglio 2025 mi ha sinceramente scosso. Non tanto per la classica tristezza da “addio a una star”, quanto per qualcosa di più personale, stratificato. È come se un pezzetto della mia adolescenza — e di quella lunga fase chiamata “università con crisi d’identità seriale” — si fosse spento con lui.
Chi era Julian McMahon, per chi non ha vissuto i primi 2000 davanti a un tubo catodico pieno di demoni, bisturi e disfunzioni affettive? Un attore australiano, figlio del console australiano a New York (e qui torneremo tra poco), diventato celebre prima nei panni di Cole Turner in “Streghe” e poi come l’irresistibile dottor Christian Troy in “Nip/Tuck”, l’opera di culto che ha lanciato Ryan Murphy ben prima di Glee e American Horror Story.

Cole in “Streghe”: il cattivo che amavi nonostante tutto
In “Streghe” (Charmed, per i puristi), Julian era Cole, mezzo umano e mezzo demone, incastrato in una storia d’amore tragica con Phoebe Halliwell. Cole non era il solito villain usa-e-getta: era tormentato, sensuale, ambiguo. Era la rappresentazione di un male con troppi strati per essere archiviato come tale. E per chi, come me, stava iniziando a interrogarsi su identità, desideri e moralità, Cole era una figura impossibile da ignorare.
Christian Troy in Nip/Tuck: il dottor Troy che ti faceva sentire inadeguato (ma lo adoravi lo stesso)
Poi è arrivato “Nip/Tuck” (che per tutti noi era semplicemente Nip e Tuck), e Julian ha spinto sull’acceleratore. Christian Troy è uno dei personaggi più disturbati, carismatici e sessualmente disinibiti della serialità anni 2000. Eppure, sotto lo strato di bisturi e narcisismo, si nascondeva una fragilità potentissima, che McMahon sapeva dosare con precisione chirurgica. Quella serie è stata la mia prima full immersion nella TV adulta: tossica, intelligente, spietata.

Film e programmi tv di Julian Mcmahon degli ultimi anni: come l’ho ritrovato per caso
Col tempo, ho smesso di seguirlo. Come spesso accade, gli attori che ti segnano non li perdi davvero, ma li metti in pausa, come se fossero ancora in onda da qualche parte. Finché, anni dopo, me lo ritrovo in una comparsata sorprendente in “The Residence”, serie Netflix semi-commedia ambientata alla Casa Bianca. Lui interpretava il primo ministro australiano: una gag già di per sé divertente, ma ancora più ironica sapendo che nella vita reale Julian McMahon era davvero il figlio del console australiano. Coincidenze che sembrano scritte da uno sceneggiatore troppo bravo.
McMahon Julian: i ruoli cult che forse ti sei perso
Dopo quella apparizione, sono tornato a cercarlo. E ho scoperto che McMahon, negli anni, non ha mai smesso di lavorare. Solo che aveva cambiato lidi, abbandonando le produzioni mainstream per ruoli più di nicchia, perfetti per il suo talento ibrido da protagonista ombroso e villain affascinante. Ecco alcune serie e film che adesso recupererò senza pietà:
Runaways (Marvel) – dove interpreta Jonah, leader carismatico e inquietante.
Profiler – uno dei suoi primi ruoli da protagonista, perfetto per capire le sue radici attoriali.
FBI: Most Wanted – in cui ha recitato per ben tre stagioni nel ruolo del protagonista.
The Surfer, il nuovo film con Nicolas Cage, già definito un thriller psicologico con atmosfere da incubo.

Doctor Doom secondo Julian McMahon: un Dottor Destino troppo presto dimenticato
Molti lo ricordano con sufficienza per il ruolo di Doctor Doom nei “Fantastici 4” (2005 e 2007). Ma, onestamente, McMahon è stato uno dei pochi elementi azzeccati in quei due film discutibili. Il suo Victor Von Doom era elegante, vendicativo, disturbato quanto basta per risultare credibile, con quell’aura mefistofelica da CEO impazzito. Forse non il miglior Doom possibile, ma sicuramente uno dei più intriganti.
Julian McMahon e l’era dei villain che adoriamo
Oggi che la serialità premia personaggi ambigui, fragili, polarizzanti — da Loki a Homelander, passando per Severus Snape — Julian McMahon avrebbe potuto vivere una seconda giovinezza attoriale. Era nato per interpretare villain con un’anima o eroi con ombre troppo pesanti. La sua bellezza classica, la voce profonda, quel sorriso ambiguo da pubblicità con messaggio nascosto: tutto lo rendeva perfetto per un certo tipo di racconto contemporaneo.
Julian McMahon morte: ricordi, cordoglio ed eredità nerd
Dopo la sua morte, sono arrivati messaggi da parte dei colleghi storici: Alyssa Milano, che lo ha definito “uno dei partner di scena più intensi che abbia mai avuto”, e Dylan Walsh, con cui ha condiviso i momenti più iconici di Nip/Tuck, lo ha ricordato come “un uomo profondo, ironico, e sorprendentemente sensibile”. Ryan Murphy stesso ha scritto: “Julian era il cuore oscuro di molte delle mie storie più riuscite. E quel cuore ora ci manca”.
Non un addio, ma un rewatch
Julian McMahon non è stato solo un attore affascinante o un’icona teen. È stato un volto che ha accompagnato passaggi esistenziali, un simbolo di tutto ciò che è bello proprio perché non perfetto. Ora che se n’è andato, il modo migliore per rendergli omaggio è rituffarsi nelle sue interpretazioni: da Cole a Christian, fino a Doom e The Surfer.
E magari scoprire — ancora una volta — che anche i personaggi oscuri, se interpretati con grazia, lasciano la luce accesa.

FAQ
Chi ha interpretato Christian Troy in Nip/Tuck?
Julian McMahon – noto anche come Dottor Troy nella serie – ha impersonato Christian per tutte le sei stagioni (2003-2010).
Julian McMahon è morto?
Sì. Julian McMahon è deceduto il 2 luglio 2025 a Clearwater (Florida) all’età di 56 anni. Il referto del Medical Examiner della contea di Pinellas indica che l’attore è morto per metastasi polmonari originate da un carcinoma testa-collo (alcuni media hanno semplificato parlando di “cancro al cervello”). Le sue esequie sono avvenute in forma privata con cremazione, nel pieno rispetto della riservatezza che lo ha contraddistinto: né lui né la famiglia avevano mai divulgato dettagli sulla malattia prima del decesso.
In quali film e programmi TV ha recitato Julian McMahon?
Dalla soap Home and Away a Profiler, fino ai ruoli cult in Streghe, Nip/Tuck (o Nip Tuck/Nip e Tuck nelle ricerche), Fantastic Four (Doctor Doom), Runaways e FBI: Most Wanted. – Vedi la lista completa in “film e programmi TV di Julian McMahon”.
Perché il ruolo di Cole in Streghe (Charmed) è considerato il vero debutto di Julian McMahon presso il grande pubblico?
Prima di vestire i panni del mezzodemone Cole Turner, Julian McMahon era noto solo agli spettatori di soap australiane (Home and Away) o ai fan crime di Profiler. Con Streghe (stagioni 3-5, 2000-2003) accadde il salto di scala:
Prime-time internazionale – La serie andava in onda sul network WB e veniva subito syndacata all’estero, raggiungendo un’audience che le sue produzioni precedenti non avevano mai toccato.
Personaggio multidimensionale – Cole non era il “villain della settimana”: era tormentato, seduttivo, innamorato di Phoebe e costantemente in bilico fra bene e male. Questa complessità lo rese un magnete per il fandom.
Shipping culture alle stelle – Internet era agli albori, ma i forum e i primi fan-site scoppiarono di fan-fiction “Cole & Phoebe”, trasformando McMahon in un volto virale ante-social.
Merchandising & repliche – Action figure, VHS/DVD e repliche pomeridiane consolidarono l’associazione “Julian McMahon = Cole” nella memoria pop dei primi anni 2000.
In breve, Cole in Streghe diede a McMahon la platea globale che poi gli avrebbe spalancato la porta per il Dr. Christian Troy in Nip/Tuck.

Perché online troviamo “Nip/Tuck”, “Nip Tuck”, “Nip e Tuck” o addirittura “Nip and Tuck”?
La serie chirurgico-scioccante di Ryan Murphy ha generato un piccolo caos ortografico:
Titolo ufficiale USA – Nip/Tuck (con lo slash).
Pigrizia da tastiera – Nel 2003 i forum vBulletin non amavano i segni speciali: lo slash diventava spazio → Nip Tuck.
Traduzione on-the-fly – Nei palinsesti italiani Mediaset spuntò Nip e Tuck: lo “slash” era poco televisivo, quindi “e”.
Finto bilingue – Alcuni fan internazionali proponevano Nip and Tuck per dare un tocco British, pur non essendo mai stato un titolo ufficiale.
Google se ne fa una ragione – Il motore considera tutte le varianti sinonimi perfetti; inserirle nel testo serve solo a intercettare i nostalgici che ancora digitano “nip e tuck streaming”.
Risultato: qualunque forma tu scelga, il bisturi arriva lo stesso… ma avere almeno una volta ciascuna variante nel body ti evita di perdere ricerche vintage.
Perché le fan di Nip/Tuck amavano chiamare Christian Troy “Dottor Troy”?
Nella serie i pazienti lo chiamano Doctor Troy per ovvie ragioni di sala operatoria, ma il titolo medico ha acceso subito la fantasia del fandom: “Dottor Troy” suonava più autorevole, più adulto — e decisamente più sexy — di un semplice “Christian”. La combo bisturi, camice e sorriso da bad boy trasformava l’appellativo professionale in un vero marchio di seduzione pop.
Perché online capita di leggere “Julian MacMahon” invece di “Julian McMahon”?
È un refuso da autopilota fonetico: molti anglofoni associano i cognomi irlandesi/scots a “Mac-” (MacGyver, MacBook, MacLaren’s Pub… perfino il mitico MacMuffin). Così, quando il cervello vede “Mc”, lo autocorregge in “Mac” e la tastiera obbedisce. Peccato che qui la grafia giusta sia McMahon: niente “a” extra, ma stesso fascino celtico.






