Oggi Intervistiamo Laura Copelli, SEO Specialist, che ha attirato la mia attenzione su Linkedin per i suoi contenuti virtuosi a tema professione SEO.

Ciao Laura. Mi hai colpito tantissimo per le tue grafiche di tipo vettoriale in cui racconti la professione di SEO. Come hai maturato questa grande abilità nel comunicare tramite immagini? E come poi sei arrivata alla SEO?
Ho cominciato a lavorare nel 1994 come illustratrice a mano in uno studio di stile.
Avendo fatto il liceo artistico era il lavoro dei miei sogni, ma dopo 10 mesi uno dei clienti più importanti dello studio chiuse, e io, ultima arrivata, mi ritrovai a fare solo mezza giornata.
Quindi trovai un’agenzia di comunicazione in cui andare al mattino, e lì imparai a lavorare al computer usando il computer delle mie colleghe quando queste erano a pranzo.
Ecco la mia prima trasformazione: da illustratrice a grafica.
Nel 1998 scopro Flash e capisco che posso dare vita alle mie illustrazioni. Da Flash a Dreamweaver il passo è breve e divento web designer.
Ecco la seconda trasformazione: da grafica a web designer
Nel 2003 comincio a includere la SEO nei miei siti, ma con i trucchetti di una volta, inserendo le keyword corpo 1 colore dello sfondo in alto, prima della grafica, oppure creando layer posizionati fuori dal monitor, pieni di keyword.
È solo nel 2014 che decido di fare il grande passo: abbandonare la grafica per verticalizzarmi sulla SEO. Elimino il mio sito con più di 200 pagine con tutto il mio portfolio: loghi, siti web, infografiche, animazioni, e pubblico la one-page che vedete ora.
Ecco la terza trasformazione: da web designer a SEO Specialist.
Dal tuo profilo linkedin vedo che sei Head of SEO ma anche freelance e poi c’è “#primalaSEO”: ci racconti queste esperienze e come riesci a conciliare tutto?
Prima di tutto sono freelance, e sono Head of SEO solo per un’agenzia con cui collaboro da tempo, nella quale gestisco un piccolo team di SEO Specialist e SEO copywriter.
#primalaSEO è l’hashtag che ho inventato quando, durante la pandemia, ritrovandomi con un sacco di tempo a disposizione (i miei clienti volevano aspettare di capire cosa sarebbe successo con la pandemia) mi sono dedicata al mio profilo su Linkedin, passando da passiva a una content creator attiva.
E l’hashtag è diventato un po’ la mia firma. Solo dopo 2 anni ho creato la pagina aziendale, sulla quale però sono poco attiva perché dedico tutto il tempo a disposizione sul mio profilo personale, sul quale faccio inbound e dal quale mi arrivano tutti i clienti.

#primalaSEO: da hashtag a network. Che figure sono coinvolge e come le vostre strade si sono intrecciate?
#primalaSEO nasce come hashtag, poi come Pagina Aziendale alla quale faccio collegare tutto il mio team di collaboratori.
Mi piace considerarlo un network di professionisti altamente qualificati.
Il mio team è formato da 6 SEO copywriter selezionati tra tanti. Di questi 2 sono giornalisti pubblicisti, uno traduce in chiave SEO in inglese e francese e un altro ha una doppia laurea in lettere e filosofia e ingegneria meccanica.
Grazie a loro riesco a occuparmi quasi di ogni argomento.
Ho altre figure che orbitano intorno a primalaSEO, verticali là dove mi occorre per qualche progetto particolare, come un SEO copywriter verticale sul mondo medical.
Ho poi il team social e il team che si occupa di ADS e analisi.
Tutti sono stati selezionati nel tempo e scelti per essere parte del team.
Con loro ho una collaborazione continuativa, condividiamo lo stesso metodo di lavoro, li porto con me agli eventi di digital marketing, ai corsi di formazione, li premio 4 volte l’anno e faccio di tutto perché mi scelgano ogni giorno e continuino a collaborare con me.
Grazie alla loro competenza altamente qualificata posso occuparmi di molti clienti contemporaneamente, portando risultati importanti e conquistando le recensioni che trovate sul mio profilo Linkedin e che mi rendono una professionista autorevole.
Ci parli del tuoi progetti personali che hai usato per sperimentare e sul perché ogni freelance dovrebbe averne uno?
Ti parlo del test che ho portato all’Advanced SEO Tool 2023, quello sui 2 blog paralleli sulle sciarpe scritto da SEO copywriter e copywriter NO SEO.
Un SEO Specialist o un SEO copywriter, o qualsiasi professionista del mondo digital dovrebbe avere dei propri progetti su cui fare prove, test, esperimenti.
In realtà molti professionisti hanno almeno un proprio progetto, solo che non ne parlano essendo un “Frankenstein”, un mostro pieno di errori, bug, correzioni, modifiche…
Consiglio a tutti di averne almeno uno.
Su cui provare, su cui rischiare.

Che tool SEO utilizzi e che approccio consigli a chi deve scegliere i suoi tool?
Sono stata tra i primi utilizzatrici di SEOZoom, che continuo ad usare, perché creato da SEO Specialist e promosso da SEO Specialist.
Uso SEMRush per la SEO internazionale, ho sperimentato Sistrix, uso Screaming Frog Ahrefs, Magento SEO, MOZ.
Testo continuamente tool gratuiti.
Il mio consiglio è provarli tutti e scegliere quello su cui vi trovate meglio (io li ho pagati tutti per 3 mesi e solo dopo ho scelto).
Stai sperimentando le AI? Se sì, come?
Sto cercando di integrarla in ogni attività, per risparmiare e ottimizzare il mio lavoro.
Ho insistito perché anche il mio team di SEO copywriter la utilizzasse, in modo corretto. Li ho portati a corsi di formazione verticali, in modo che ne capissero le potenzialità e potessero integrare alla scrittura la comodità dell’AI.
Inoltre la sto testando anche per portare i miei esperimenti agli eventi dedicati, proprio a marzo 2024 farò un panel con Elisa Contessotto all’Advanced SEO Tool.
Inoltre porterò i miei test ad altri eventi, cercando di portare informazioni di valore, mio obiettivo principale come divulgatrice SEO.
Essere relatrice agli eventi più importanti di digital marketing è un altro obiettivo importante, per il mio personal branding, per la mia autorevolezza come professionista e per trovare nuovi clienti (ebbene sì, arrivano anche quelli).
E per chi si chiedesse come faccio a girare per eventi e fare speech, a pubblicare su linkedin e anche a lavorare rispondo che serve un po’ di sacrificio e un team di fuoriclasse, ma se ci riesco io ci può riuscire chiunque.
I tuoi contenuti per i social hanno un grandissimo valore grafico, ma anche testuale. Ti definiresti anche una content writer?
Ho scritto pochi articoli editoriali, e solo su Linkedin, non mi definirei una “content writer”.
Mi sento di più una content creator.
Sono brava su testi brevi, come i miei post, e sono brava con le guide tecniche, ma per contenuti emozionali ci pensa il mio team.
Su quali social è presente il progetto #primalaSEO? Solo Linkedin o anche altri?
Ho creato le pagine primalaSEO su tutti i canali social, per proteggere il nome (primalaSEO è comunque un marchio registrato) ma sono attiva solo su Linkedin.

Seo e Gender Gap…la seo in Italia è dominata da uomini “rampanti”. Come ti prendi i tuoi spazi?
Sgomitando.
Cercando di portare la SEO a chiunque.
Sgomitando.
Contattando gli organizzatori su linkedin e proponendo i miei speech.
Sgomitando.
Ma la SEO non è un mondo solo maschile.
Ci sono donne sviluppatrici, SEO Specialist tecniche e preparate.
Solo che non hanno bisogno di salire su un palco.
Io invece ne ho bisogno, perché sono una freelance e vivo di visibilità.
E sgomito come una pazza!
Come ti vivi l’essere freelance?
Nessuno stress se metti in conto di non avere ferie, malattie o permessi.
Serve tanta organizzazione e un team che ti supporti.
Se riesci ad essere efficiente le ferie te le crei, così come i permessi.
Sulla malattia ci sto ancora lavorando…
Cosa consigli a chi oggi inizia nella SEO?
Intanto vorrei dire che non dovete scoraggiarvi.
La SEO, come altre attività digital, ha bisogno di tempo per essere compresa e applicata.
Cercate di partire poco alla volta, seguite online i professionisti autorevoli, ascoltate i loro webinar, andate ai loro corsi.
Io stessa continuo a fare dei one2one con dei professionisti più preparati di me dal punto di vista tecnico quando ne ho bisogno, per colmare il mio gap.
E investite. Non è possibile fare economia in questo mondo, usare chatGPT gratis mentre pagate Netflix, Prime e Disney.
Voler essere SEO Specialist e non pagare per tool come SEOZoom, SEMRush, Sistrix… usare solo tool gratuiti.
Senza fare i conti in tasca a nessuno questi strumenti non sono un capriccio, fanno parte del vostro lavoro. Metteteli nei vostri preventivi e trovate il modo di poterveli permettere.
Infine consiglio di provare le varie attività digital: provate la SEO, provate a scrivere articoli editoriali, provate a lavorare sui social, provate con i video, con il codice, con le Ads.
Provate, provate e provate, e scegliete quello che vi piace di più, quello che siete disposti a fare ogni giorno, anche il weekend, senza che sia un peso.
Il vostro lavoro deve piacervi, altrimenti soffrirete. Trovate qualcosa che vi piaccia (qualcosa di reale, niente unicorni).
Non partite come freelance, dovete prima comprendere tempi e metodi, solo un’agenzia può formarvi. Imparate le dinamiche di lavorare in team, la collaborazione, il confronto quotidiano. Imparate a seguire le indicazioni del senior, o dare le indicazioni ai vostri junior.
Imparate a trattare con le persone, perché sono le persone che vi aiuteranno quando diventerete freelance.
Imparate a gestire clienti antipatici, maleducati, fastidiosi, perché saprete come gestirli da freelance.
E solo quando sarete pronti (e non esasperati) fate il grande passo.






