Portfolio o case study: perché spesso vengono confusi
Nel marketing e nel lavoro freelance capita spesso di confondere portfolio, case study e case history.
I tre termini vengono talvolta usati come sinonimi, ma in realtà indicano strumenti diversi per presentare il proprio lavoro.
Capire la differenza è importante soprattutto per chi lavora in ambiti come:
marketing digitale
SEO
copywriting
consulenza.
Ognuno di questi strumenti serve infatti a mostrare competenze e risultati in modo differente.

Cos’è un portfolio professionale
Il portfolio è una raccolta di lavori realizzati da un professionista.
Serve principalmente a mostrare:
progetti realizzati
competenze tecniche
stile di lavoro.
Nel caso di un copywriter, ad esempio, un portfolio può includere:
articoli pubblicati
testi per siti web
campagne pubblicitarie.
Il portfolio non entra necessariamente nei dettagli dei risultati: il suo obiettivo principale è mostrare esempi concreti di lavoro.
Cos’è un case study
Il case study è un’analisi dettagliata di un progetto o di un problema risolto.
A differenza del portfolio, non si limita a mostrare il lavoro svolto, ma spiega anche:
il contesto iniziale
la strategia utilizzata
i risultati ottenuti.
Nel marketing digitale i case study sono molto utilizzati per dimostrare l’efficacia di una strategia, ad esempio:
crescita del traffico SEO
miglioramento delle conversioni
risultati di una campagna pubblicitaria.
Per questo motivo sono spesso uno strumento molto potente dal punto di vista della credibilità professionale.
Case history: cosa significa
Il termine case history è molto simile a case study, ma ha un uso leggermente diverso.
Nel linguaggio aziendale viene spesso utilizzato per indicare il racconto di un progetto di successo.
Una case history può includere:
descrizione del cliente
problema iniziale
soluzione adottata
risultati ottenuti.
Rispetto al case study, la case history è spesso più narrativa e meno tecnica.
Portfolio SEO e marketing digitale
Nel mondo del marketing online è molto comune creare un portfolio SEO o un portfolio di progetti digitali.
In questo caso il portfolio può includere:
siti ottimizzati per i motori di ricerca
campagne di content marketing
progetti di crescita del traffico.
Molti professionisti affiancano al portfolio anche alcuni case study dettagliati, per mostrare non solo i lavori svolti ma anche i risultati ottenuti.
Come costruire il portfolio di un ghostwriter
Chi lavora come copywriter o ghostwriter spesso si chiede come costruire il proprio portfolio.
Il problema principale è che molti lavori vengono pubblicati senza firma.
Per questo motivo il portfolio di un ghostwriter può includere:
articoli scritti per blog o aziende
esempi di testi realizzati
progetti di scrittura anonimi descritti in modo sintetico.
In alcuni casi è possibile trasformare questi progetti in piccoli case study, spiegando il contesto e il tipo di lavoro svolto.
Quando usare portfolio, case study e case history
In sintesi, questi tre strumenti hanno funzioni diverse.
Il portfolio serve a mostrare esempi di lavoro.
Il case study serve a spiegare risultati e strategie.
La case history racconta un progetto di successo in modo più narrativo.
Molti professionisti utilizzano tutti e tre gli strumenti insieme per costruire una presentazione completa delle proprie competenze.





