Intervista da ArchivioPodcast sulla cura dei contenuti e sulla scrittura ottimizzata per la SEO

Pubblico l’intervista di ArchivioPodcast, che mi intervisterà sul relativo canale il 21 Luglio alle ore 21.00
Parleremo di Cura dei Contenuti.

Clicca qui per partecipare, alle ore 21.00

cura dei contenuti irriverender archiviopodcast

Come hai iniziato a interessarti di web e contenuti?

Mi occupo di presenza online da…quando frequentavo le scuole medie. Era il ‘97 e quell’anno arrivava a casa mia il mio primo pc, un Pentium 100. A breve, sarebbe arrivato anche internet e, con l’aiuto di mio cugino (stavolta si tratta letteralmente di #miocugino), ho imparato a fare il mio primo sito personale, in html.
Anni dopo, al liceo, ho aperto un sito su Dragonball, che iscrivevo ai contest tematici, a cui erano iscritti altri webmaster teenager, allo scopo di portare più visite possibili ai nostri siti. Ai tempi era un gioco, ma anche una grande passione.

È iniziato tutto così, e questa passione non mi ha mai abbandonato. Anche negli anni dell’università gestivo blog e forum molto frequentati, imparando le basi della comunicazione visiva grazie ai corsi presenti nel mio percorso di studi universitario, del fantastico prof. Andrea Cammarata.

Dopo la laurea, ho lavorato per 12 anni in una grande azienda, nell’editoria digitale.
Sono stati anni in cui dedicavo gran parte del mio tempo libero a studiare, anche perché sono temi in cui lo studio va continuamente rinnovato, per tenersi aggiornati. Ho poi lanciato una mia attività da freelance su due fronti, sia la formazione, sia le consulenze. Ho avuto la possibiltià di fare un divertentissimo Corso per l’Albo degli Architetti, chiamato “Architect On Web”, atto ad insegnare ai miei “colleghi di formazione” (sono architetto abililitato) ad usare il web per promuoversi. Ho poi fatto delle masterclass nei licei, e ho insegnato privatamente a tanti studenti, soprattutto adulti che volevano imparare a gestire le loro attività, e ogni volta era interessante dover “mettere la testa” su un nuovo progetto, studiarne il linguaggio, le parole chiave, e i temi interessanti per i lettori di quel settore: ogni sfida era un’occasione per crescere e per mettersi alla prova.
Adesso sono anche docente abilitato di Tecnologia, dopo un concorso durato ben tre anni, come spesso accade in Italia, ma che ho fatto proprio perché questa è l’unica disciplina che lega tutte le mie competenze, e che mi dà l’opportunità di insegnare la comunicazione ai giovanissimi.

Oltre alla formazione, mi occupo di Seo Copywriting per tante realtà: web agency, riviste digitali, piattaforme di SEO e content marketing. Come piattaforme, scelgo solo contesti internazionali, perché in Italia, non ne esistono di alto livello.
Mi occupo di SEO a 360 gradi: sia off site (digital PR, article marketing, guest posting), sia on site (ottimizzazione dell’architettura), sia on-page (contenuti, quindi quello di cui parleremo nell’intervista).
Lo faccio, sia per piccole e medie realtà, sia per grandi aziende.

La scrittura mi accompagna anche in altre attività, come in quella di Tech Writer, ovvero la scrittura tecnica, che va affidata solo a chi è esperto del tema. Come Architetto, scrivo quindi di domotica, tecniche innovative di restauro, design, e tecnologia in generale.

Perché hai scelto la cura dei contenuti come tuo argomento, per partecipare alla maratona “Odissea Social”?

Tra gli argomenti che la redazione di ArchivioPodcast mi ha inviato, la cura dei contenuti è senz’altro quello in cui sono più competente. È qualcosa che ho iniziato a fare da teen ager, e che ho avuto modo di perfezionare in età adulta, iniziando dai miei blog. Ho curato progetti di attivismo, legati ad associazioni, e infine, dal 2016, progetti dedicati alle mie competenze professionali.

Il mio obiettivo era farmi conoscere come professionista, ma mi era chiaro che un sito non è solo un biglietto da visita su cui “atterra” chi mi conosce già (ma è anche quello), ma il suo obiettivo è lavorare per la mia Brand Awareness, per far conoscere la mia attività a persone che non hanno idea della mia esistenza, e che mi raggiungono cercando informazioni su questioni affini a quelle che tratto.

Quindi, ho affiancato al sito un blog, che trattava temi legati alle mie competenze professionali, rispondendo alle “domande” di tanti lettori casuali arrivati dal web, e in seguito diventati lettori assidui, e in alcuni casi anche clienti.
Questa tecnica viene chiamata “content marketing”, ed è usatissima anche da chi ignora la sua esistenza. Si basa sul creare contenuti di qualità, pertinenti, coerenti, in modo da presentarsi come esperti di un settore di nicchia, e fare in modo che un lettore si ricordi di te quando avrà bisogno di un servizio professionale (formazione, consulenza, scrittura).
Il content marketing non serve solo a trasformare un visitatore dei motori di ricerca in un nostro acquirente. Alcuni vendono prodotti o servizi, ma, molto più spesso, siti e blog “vendono” idee, visioni del mondo, passioni, ed è per questo che questa tecnica è ottima anche per associazioni, per community di appassionati e per liberi pensatori.

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Cosa è, quindi, la cura dei contenuti?

La cura dei contenuti è qualcosa che mette in gioco due importanti tecniche:

  • il content marketing
  • il seo copywriting

Del primo abbiamo un po’ parlato, ma cos’è, invece, il Seo Copywriting?

Non va confuso con la già citata “Seo OnPage”, che è solo una parte del Seo Copywriting, ovvero l’ottimizzazione dei contenuti testuali e di tutti gli elementi (sottotitoli, metadescrizione, titolo alt dell’immagine, grassetti), per aiutare l’algoritmo di Google (e di altri motori di ricerca) a capire di cosa stiamo parlando.

La Seo On Page è importante, ma non è tutto
Si può scrivere un articolo perfetto, ottimizzato per i robot dei motori di ricerca, simpatico agli algoritmi, anche a quelli “cattivi”, che puniscono chi esagera col keyword stuffing (utilizzo forzato ed esagerato delle parole chiave). Possiamo anche posizionarci come primi con contenuti scritti in questo modo: è “ginnastica”.

Non dobbiamo mai dimenticare che scriviamo anche e soprattutto per le persone, oltre che per i bot, e, su questo aspetto, un uso sapiente del Copywriting può venire in nostro aiuto, ed aiutarci anche con i motori di ricerca, che, oltre alla scelta “robotica” di alcune parole piuttosto che altre, dà attenzione al “successo” dei nostri contenuti, considerando quante persone si fermano per molto tempo sulle nostre pagine, tornano a visitarle, rimangono a curiosare su altre pagine del sito, e questo avviene solo quando i contenuti sono utili, ben scritti, e rapiscono l’attenzione del lettore.
Quando parlo di Copywriting non parlo di quello a cui fanno riferimento i tanti libri che parlando di “persuasione” e “PLN”: parlo di chiarezza, immediatezza, coerenza, e comunicazione efficace.
Copywriting è comunque qualcosa che si riferisce alla comunicazione “pubblicitaria”, e quindi si tratta di tecniche che attirano il lettore verso i nostri contenuti, le nostre idee, i nostri progetti, ma non si deve mai scadere nella comunicazione manipolatoria e ingannevole.

Chi crea contenuti deve quindi essere SEO Copywriter, ovvero mettere insieme le abilità della SEO e quelle del Copywriting.

Vuoi parlarci di qualche progetto a cui stai lavorando?

Potrei citare molti clienti, e so che alcuni di loro hanno anche piacere ad essere nominati. Tra tutti, vorrei citare Whitepress, una piattaforma internazionale per cui sono copywriter per l’Italia. La mia collaborazione con loro è iniziata scrivendo di digital, e poi si è estesa.

In altre collaborazioni, scrivo e ottimizzo di temi a me maggiormente noti e familiari, ma questa esperienza mi ha dato l’opportunità di scrivere davvero su tanti argomenti, anche per me inediti, come la moda, l’elettronica, i giochi da tavola, i viaggi, e per cui ho dovuto fare tanta ricerca, divertendomi e migliorandomi.

Ogni articolo di copywriting scritto, magari per una grande testata, è un esercizio di scrittura creativa. Quando ti metti davanti al “foglio bianco”, anche se elettronico, inizia un processo creativo, in cui la prima cosa che ti chiedi è “perché un lettore dovrebbe essere interessato?” E in quei contenuti ci metti del tuo, aneddoti della tua vita, posti che hai visitato, sensazioni, suoni, odori e colori. Ogni articolista lascia una parte di sé nei suoi articoli.

Un altro esempio importante è relativo alla mia esperienza di SEO col portale leader nel settore Superprof, che mi ha dato l’opportunità di utilizzare la mia esperienza di docente riguardo a ciò che uno studente cerca quando ha bisogno di lezioni e consulenze e le cerca tramite il web. Da loro ho imparato tantissimo: una realtà giovane, innovativa, dove la competenza e la collaborazione sono al top.

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Che consigli e dritte dai a chi si cimenta nei contenuti di qualità?

Il mio consiglio è di inziare a cimentarsi in un’esperienza di un blog personale, oppure di iniziare a fare esperienza in redazioni dinamiche e giovani, come Il Sublimista o The Giornale, sempre in cerca di giovani voci fresche e capaci.
Consiglio di non trascurare le regole dell’ottimizzazione on page, seguendo l’aiuto di un tutorial come Yoast Seo, un “robottino” che aiuta chi scrive su WordPress, almeno all’inizio, per poi emanciparsi da questi strumenti e imparare a fare da soli.
Infine, consiglio di rileggere sempre i propri contenuti a mente fresca, magari il giorno dopo, per scoprire che alcune parole funzionano meglio se invertite, o che magari occorre sintetizzare e tagliare ciò che è ridondante.
Viviamo in un’epoca in cui il nostro pubblico ha a sua volta un pubblico, in cui tutti sono lettori ma anche autori, e c’è spazio per tutt*, e quindi, se sai individuare la nicchia dove sei esperto (o esperta), prenditi il tuo spazio, scrivine, dai il tuo contributo per rendere il web un posto migliore!

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