Caterina Parrello Architetto: Concorsi e Internazionalizzazione per un Ordine più competitivo

Oggi intervistiamo Caterina Parrello, candidata all’Ordine degli Architetti di Milano per le Elezioni 2017

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Se vogliamo veramente determinare il futuro della nostra professione è arrivato il momento di unirci responsabilmente per sviluppare idee e generare proposte condivise, mettendo a disposizione di tutti il nostro sapere e le nostre esperienze.

Ciao Caterina, raccontaci di te. Età, provenienza, passioni, professione.

Ho 42 anni e sono milanese d’adozione essendomi trasferita in questa splendida città ormai da 20 anni. Ho conseguito la laurea in Architettura all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dopo un master di perfezionamento professionale a Berlino ho scelto la dinamicità e la vivacità di Milano come città italiana più vicina, per opportunità e mentalità, alle altre capitali europee. In tutti questi anni Milano ha sempre confermato ogni mia aspettativa – professionale e personale- offrendomi la possibilità di realizzare i miei progetti e di sviluppare i miei interessi in un contesto di riferimento culturale e storico sempre di grande interesse. Adesso è il momento di ricambiare il mio impegno con questa città.

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Cosa ti ha spinto a scegliere la via dell’Architettura? Di cosa ti occupi? In cosa si differenzia il tuo approccio?

Sono sempre stata una persona molto curiosa e molto attenta al contesto che mi circonda, per questo ho sempre sostenuto che la professione dell’architetto è una “missione” che ha come obiettivo il raggiungimento del benessere collettivo. Quando si parla di Architettura è fondamentale capire dove siamo e cosa sta accadendo perché l’architettura è rappresentazione della cultura, della politica e delle ambizioni di un dato tempo, che bisogna saper interpretare. Lavoro nell’ambito della comunicazione e dell’editoria specializzata, promuovendo e testimoniando i cambiamenti e le trasformazioni del nostro tempo e credo che una corretta informazione e una approfondita comunicazione siano strumenti necessari per garantire il rispetto e il riconoscimento nel nostro ambito professionale. “La buona architettura, infatti, non bisogna solo saperla fare ma bisogna anche saperla comunicare!”. Ho sempre sostenuto che il Concorso di progettazione sia uno strumento virtuoso per il confronto delle idee e per promuovere l’Architettura di Qualità. Gli architetti devono emergere e devono giocare un ruolo fondamentale con le istituzioni e con gli enti presenti sul territorio. Nel mio ambito professionale posso testimoniare che l’interesse verso l’Architettura di Qualità a servizio della comunità sia condizione necessaria per condividere progetti e nuovi interventi sul territorio.

Progetti-internazionalizzazione

Architettura ma anche politica. Quando e come inizi ad interessarti all’associazionismo e alla politica dell’Ordine?

Ho svolto attività di consulenza per il Consiglio Nazionale Architetti PPC(CNAPPC) sin dal 2004 occupandomi di seguire i programmi nazionali promossi dal CNAPPC con la rete degli ordini professionali provinciali in tema di concorsi, politiche del territorio e internazionalizzazione della professione. Ho collaborato alla stesura e alla promozione dei Protocolli di Intesa tra il CNAPPC e le Associazioni degli Architetti di Paesi Stranieri per lo sviluppo degli scambi culturali e dell’attività professionale, attività coordinata con la Direzione Generale per la Promozione Sistema Paese Italia (DGSPI) del Ministero degli Affari Esteri. A livello internazionale ho seguito le attività del CNAPPC promosse in sinergia con il Consiglio Europeo degli Architetti (CAE) e con l’Unione Internazionale Architetti (UIA).
L’esperienza lavorativa sopra descritta mi ha permesso di seguire e conoscere da vicino le attività politiche sostenute dagli ordini professionali e ha ben definito la mia capacità personale di sviluppare relazioni sia in campo nazionale che internazionale.

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Cosa dovrebbe fare l’Ordine per il professionista? Cosa fa? Cosa vorresti che facesse?

Penso si possa concordare che un Ordine non dovrebbe essere espressione distaccata da cosa pensiamo debba essere la nostra società. La società, oggi, dovrebbe definire ogni singolo suo componente ed essere rappresentativa di una categoria forte e fondamentale per la nostra economia e per il futuro delle nostre città e della nostra comunità.
L’idea a cui si deve tendere è un Ordine aperto a tutti e soprattutto partecipato da tutti i professionisti. L’Ordine deve giocare il ruolo di un’istituzione che si confronta con altre istituzioni. Amministrazioni pubbliche, Enti e Associazioni di riferimento riaccendendo il dialogo con i cittadini e la committenza.
Per questo diventa fondamentale riuscire ad avere una condivisione responsabile e attiva al momento della scelta di coloro che ci rappresenteranno nel consiglio dell’Ordine. Scegliendo le persone e le idee stringiamo l’unica alleanza possibile che è quella con la nostra coscienza, e che è l’unica che può darci la forza e la determinazione a guardare avanti per il futuro della nostra professione.

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Rilancio della professione, Lavoro, Networking…raccontaci il tuo programma come candidata all’Ordine…

In una visione di continuità e di sostegno della professione anche in confronto con altre realtà ordinistiche, la nostra categoria ha necessità di seguire delle strategie comuni e condivise su territorio nazionale e non solo su quello provinciale. Molte delle esigenze rilevate dai nostri colleghi iscritti all’Ordine di questa città sono comuni anche su altri territori. Segnalo alcune dei temi di particolare interesse:

Rilanciare la qualità della professione , la figura ed il ruolo dell’Architetto riportando al centro il progetto e la qualità dell’architettura in azioni sinergiche con le Pubbliche Amministrazioni, le imprese, le Associazioni di categoria e i Cittadini. Protocolli d’Intesa, tavoli di concertazione, gruppi di lavoro, commissioni ed altri strumenti che possano essere utili a creare sinergie e per le quali sarà chiesta la massima partecipazione degli iscritti. Ridefinire il ruolo dell’architetto quale figura centrale della nostra comunità.

Lavoro: mettere in campo tutte le azioni possibili utili a creare nuove occasioni, promuovendo i concorsi di progettazione in sinergia con le Amministrazioni, il co-working e l’aggregazione multidisciplinare; avviare un percorso di cambiamento in cui la centralità del progetto, la pratica della progettualità dello spazio urbano e il ruolo di capace coordinatore dell’Architetto diventino un valore aggiunto insieme all’individuazione ed esplorazione di nuovi ambiti e nuovi mercati.

Network e comunicazione: implementare un nuovo sistema di comunicazione tra gli iscritti per favorire lo scambio di informazioni e la diffusione delle informative su tutti gli elementi che possano riguardare la professione, l’interazione tra colleghi e facilitare il contatto con i potenziali committenti; favorire la creazione di tavoli di lavoro su specifiche tematiche proposte dall’Ordine, dagli iscritti o dalle istituzioni con l’obiettivo di produrre documenti utili a migliorare la vita professionale e che servano come strumento di comunicazione del nostro ruolo nella società civile.

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Quale la visione verso giovani iscritti all’Ordine, neolaureati e Millennials?

Sono stata sempre molto attenta alla politica di sostegno in riguardo alle nuove generazioni e nella mia attività mi sono sempre occupata di iniziative rivolte ai neolaureati e ai giovani iscritti all’Ordine, per i quali, in collaborazione con Enti, Fondazioni e Istituzioni pubbliche e private, ho sviluppato e promosso Premi e Concorsi a sostegno delle migliori tesi di laurea e delle attività di ricerca per la progettazione architettonica, per il restauro e l’urbanistica sia in campo nazionale che europeo. Iniziative che, negli anni, hanno fatto emergere molti giovani talenti.

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Come, mai, tra tante liste, hai scelto “Architettiamoci”?
Le liste formalmente non esistono ed è vero, ma esistono modi diversi per arrivare a comporle. “Architettiamoci” nasce come un gruppo aperto al dialogo, con l’obbiettivo di condividere idee e esperienze tra colleghi che intendono perseguire il bene comune e sostenere i professionisti in un sistema di rappresentanza che tuteli gli iscritti e promuova nuove opportunità di visibilità e nuove occasioni di incontro con la committenza interessata (sia pubblica che privata), anche e soprattutto attraverso l’utilizzo del concorso quale strumento virtuoso per il raggiungimento di una Architettura di Qualità. Supportando e Partecipando ad “Architettiamoci” cerco di dare una mano alla costruzione di un ordine di tutti, un ordine fondato sul rispetto per l’istituzione pubblica, un ordine dove tutto il consiglio eletto sia rappresentativo dei 12.000 iscritti.

Chi altro vorresti si avvicinasse al progetto?

Credo che questo gruppo sia in grado di accogliere e confrontarsi liberamente con chiunque abbia voglia di “costruire” insieme e di mettere a disposizione il proprio sostegno e la propria collaborazione per il raggiungimento del fine comune. Siamo tanti e anche la diversità è una ricchezza.
CATERINA PARRELLO
Canditata all’ Elezione Consiglio Ordine Architetti PPC di MILANO (2017-2021)
M. +39 335.1789028 – E. caterinaparrelllo@yahoo.it

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Come, quando e dove si vota?

venezia 2 bisintervista a cura di Irriverender Architetto Bonnì,
Ufficio Stampa e Social Media Manager per la lista “Architettiamoci per Milano”

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